Crisi Regione. Armao rimette la delega alla Protezione Civile: tentativo di ricompattare la maggioranza?

Crisi Regione. Armao rimette la delega alla Protezione Civile: tentativo di ricompattare la maggioranza?

Crisi Regione. Armao rimette la delega alla Protezione Civile: tentativo di ricompattare la maggioranza?

sabato 14 Novembre 2009 - 10:24

Ufficialmente la decisione è legata all’emergenza rifiuti palermitana, ma se si guarda alle mozioni di censura pronte nei suoi confronti…Intanto le forze politiche si schierano sulla strada da seguire: Lombardo ter o nuove elezioni

In attesa di una risoluzione definitiva, che sia sulla strada di nuove elezioni, di un Lombardo ter, o di un governo istituzionale, i rappresentati dei principali partiti continuano a fronteggiarsi sulla crisi che ha coinvolto il governo regionale dopo la mancata approvazione del Dpef all’Ars, sancendo la spaccatura all’interno della maggioranza (Vedi gli ultimi articoli in basso, con le dichiarazioni di questi giorni). Mentre nel partito principale “protagonista/colpevole” di questa situazione si attende un intervento dall’alto di uno dei due leaders nazionali, Berlusconi o Fini, le altre forze dell’Assemblea si espongono facendo sentire la propria voce.

In casa Mpa ad intervenire è il Coordinatore Nazionale dei dipartimenti, Ferdinando Latteri, che rilancia: «Il governo Regionale deve essere sostenuto con lealtà e coerenza dal PdL, che ne è significativamente partecipe». La situazione determinatasi all’Assemblea Regionale Siciliana e, più in generale, nell’ambito della politica regionale, suscita nell’esponente autonomista gravi preoccupazioni per la concreta possibilità di mantenere la Sicilia dentro i processi di ripresa economica che, con ogni probabilità, dovrebbero avviarsi nei prossimi mesi. «Le lacerazioni che attraversano tutti i partiti presenti all’ARS costituiscono il segno di una crisi profonda sul piano politico e sono il frutto più pericoloso di anni di disattenzione per il risanamento economico e amministrativo – continua -. Il fondamento dell’alleanza tra MPA e PDL è costituito dalla scelta vincente e dal legame forte di una nuova assunzione di responsabilità autonomistica e, proprio per questo, è stato ed è riconosciuto come significativa originalità dalla politica nazionale e regionale».

Si pensa a ricucire le ferite, provando a riunificare l’asse per andare avanti. Di segno opposto invece il parere dell’Udc, che attraverso il vicecapogruppo Totò Cordaro, si esprime per il ricorso a nuove elezioni: «Accade in questo tempo in Sicilia che la politica perda di vista le sue regole fondamentali – afferma -. E cosi’ si assiste a rappresentanti dell’opposizione che scongiurano nuove elezioni invece che auspicarle e di tecnici o sedicenti tali che propongono addirittura nuove formule di governo pur di tenere in vita il pasticcio Lombardo. Gli elettori siciliani si sono espressi per una coalizione ben precisa che non prevedeva alcun funambolismo e dunque ne’ grosse koalition ne’ inciuci istituzionalizzati». Sulla stessa linea il parlamentare europeo dell’IdV, Sonia Alfano: «Sul governo Lombardo si rischia l’accanimento terapeutico – dichiara -. E’ ormai chiaro a tutti che la maggioranza uscita dalle urne non esiste piu’ e che la riedizione di un governicchio sul modello, mai abbastanza vituperato, dell’esperienza Milazzo non ha i numeri all’Ars per andare avanti. Il tutto, mentre la Sicilia e’ devastata da una crisi economica senza precedenti che cittadini e imprese stanno pagando duramente»

Sulla questione è intervenuta in mattinata anche la Cisl Sicilia. Il sindacato auspicando che “tutti gli autori della politica siciliana volgano lo sguardo fuori dal Palazzo pensando a come attrezzare la regione per fronteggiare la crisi economica incalzante, che sta falcidiando lavoratori, famiglie e imprese”, si dice contraria alla paventata ipotesi elezioni anticipate, preferendo piuttosto la strada della mediazione e dell’accordo. «Il ritorno alle urne – afferma il segretario regionale Maurizio Bernava – rischia di determinare una crisi senza fine, ed in questo momento, con l’incalzare della crisi economica, bisogna pensare a ben altro. In primis a riforme condivise per una strategia anti-crisi da attivare con strumenti urgenti». Per Bernava dovrebbe trattarsi di un “accordo da realizzare in un anno, che il sindacato, le forze sociali e produttive, dovrebbero sostenere nell’interesse generale dell’Isola”. A parlare nell’interesse di Messina è poi il segretario generale Tonino Genovese che sottolinea quanti gravi potrebbero essere le conseguenze che un’eventuale crisi senza ritorno potrebbe determinare per il nostro territorio colpito dall’alluvione: «E’ necessario che il senso di responsabilità prenda il sopravvento per il bene della collettività superando ogni sterile e volgare interesse di parte. I drammi sociali al tempo della crisi non giustificano in alcun modo il disinteresse e lo spregio per una condizione economica e sociale che necessita di scelte chiare, condivise e partecipate».

Per il Pd interviene il candidato alla segreteria regionale, Giuseppe Lumia, che colloca la questione sul fronte interno al proprio partito: «In Sicilia – comenta il senatore – è inutile dilaniarsi in un gioco tutto superficiale e “politicista” verso Cuffaro o Lombardo, oppure imboccare la scorciatoia di un Pd isolato perché vuol godere della misera rendita di posizione che lo rende marginale e in alcuni suoi rais locali consociativo. L’alleanza con l’Udc non si può fare, almeno con quell’Udc che si ostina a difendere il vecchio sistema, l’ancien regime, dalla sanità alla burocrazia, dai rifiuti all’acqua, all’energia. Pure con Lombardo dobbiamo essere chiari e netti: la sua alleanza col Pdl ha fallito. Ci sono anche qui due modi per reagire. Un modo furbino è quello di scatenarsi contro Lombardo perché si vuole mantenere lo status quo i vecchi centri di potere, l’attuale sistema politico; facendo, magari, del Pd lo strumento per tenere in piedi l’armonia del PdL, del centrodestra e preferendo stare ai margini a lucrare consociativismi. Un’altra idea è quella di sfidare Lombardo in modo trasparente sulle innovazioni, sulle riforme, sul grande cambiamento. Questo va fatto innanzitutto in Assemblea, sulla scia del lavoro positivo svolto finora dal gruppo Pd”.

Intanto la notizia del giorno è rappresentata dalla decisione dell’assessore regionale alla Presidenza, Gaetano Armao, di rimettere la delega alla Protezione Civile, trascinato dall’emergenza rifiuti che sta colpendo Palermo: «L’emergenza rifiuti della provincia di Palermo impone soluzioni incisive nelle quali e’ determinante il tempestivo apporto della Protezione civile regionale – ha spiegato Arnao -. Ritengo, nell’interesse della Sicilia, che l’emergenza possa essere affrontata con impegno totale. Pertanto, credo opportuno, e cio’ ho concordato con il presidente della Regione, di rimettere la delega al dipartimento della Protezione Civile. Potro’ cosi’, peraltro seguire a tempo pieno l’imminente applicazione della riforma dell’amministrazione regionale». In realtà anche questa mossa sembra possa essere collegata alla crisi nella maggioranza, contribuendo a rendere meno tesi i nervi in vista di una verifica di maggioranza. Martedì è in programma all’Ars la discussione delle mozioni di censura contro Armao, considerato un tecnico vicino ai ‘ribelli’ di Micciché. Tutti documenti che erano pronti a essere votati dai ‘lealisti’ del Pdl, Pd e Udc (asse che ha bocciato il Dpef) in riferimento a un presunto conflitto di interesse tra l’assessore, noto avvocato, e le societa’ che si occupano della realizzazione dei termovalorizzatori e alle quali in precedenza era legato da rapporti professionali.

EMANUELE RIGANO

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