Lombardo contro -tutti- sull'«intervento 14»: il consiglio provinciale si ferma sulla rimodulazione del piano strade

Lombardo contro -tutti- sull’«intervento 14»: il consiglio provinciale si ferma sulla rimodulazione del piano strade

Lombardo contro -tutti- sull’«intervento 14»: il consiglio provinciale si ferma sulla rimodulazione del piano strade

lunedì 11 Gennaio 2010 - 18:12

Il presidente della III commissione pone una pregiudiziale sul prelievo della delibera. Cade il numero legale, ma l'aula sembra pronta a seguire la linea della -responsabilità politica-

Un piano giunto alla sua seconda rimodulazione ma che continua ancora a fare discutere. Questa mattina in consiglio provinciale doveva essere prelevata la delibera contenente il piano strade riguardante la viabilità secondaria sul territorio provinciale. Doveva, perché la -questione pregiudiziale- posta dal presidente della III commissione, Pippo Lombardo, ha bloccato sul nascere il dibattito e l’eventuale approvazione del documento, sul quale i gruppi consiliari sembravano avere un’intesa di massima. Qualche giorno fa il -no- all’approvazione in commissione dopo aver più volte sollecitato, senza riscontro, il rispettivo Dirigente Provinciale a fornire i dovuti chiarimenti trasmettendo anche i relativi documenti. Oggi un intervento duro e dettagliato del consigliere autonomista, che ha proposto per motivi -di fatto e di diritto- di impedire l’ingresso in discussione dell’argomento iscritto all’ordine del giorno.

-L’INTERVENTO 14- E L’ALLEGATO MANCANTE: La questione nasce in data 25 settembre 2008, quando viene approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale il Piano per gli Interventi di ammodernamento e potenziamento della viabilità secondaria nelle Regioni Sicilia e Calabria, e immediatamente trasmesso all’Assessorato Regionale ai LL.PP. per la relativa approvazione. A seguito della trasmissione e delle relative integrazioni richieste, la commissione costituita con nota nr. 57096 del 12 settembre 2008 dal Dirigente del Dipartimento Regionale dei LL.PP, esamina il suddetto Piano, formulando le dovute osservazioni in particolare per gli interventi numero 14 e 40, dei quali si legge: “…l’intervento in questione, seppur non rientrando tra le tipologie previste dal punto 2 delle Linee Guida, risponde agli obbiettivi da perseguire con il Piano, ….”. Oltre a raccomandare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che venissero attenzionate le problematiche rilevate per l’intervento n° 52, stante che l’intervento ricade nella seconda annualità.

Sulla scorta delle osservazioni l’ufficio Piano della Provincia Regionale di Messina, predispone la relativa deliberazione da sottoporre al Consiglio Provinciale, che viene approvata in data 22 luglio 2009 (n.96), per la rimodulazione dello stesso, omettendo però di informare il consiglio sulle risultanze della Commissione Regionale di valutazione (non allegandole alla delibera), modificando la fonte di finanziamento delle singole opere e indicando semplicemente che l’intervento numero 14, “viene mantenuto in graduatoria per gli effetti della delibera di Giunta provinciale n°15 del 13 febbraio 2009, che prevede il cofinanziamento da parte della Provincia Regionale di Messina del completamento dei lavori propedeutici al sopraccitato intervento 14. E “che il succitato intervento ha subito una modifica a causa dell’aggiornamento prezzi del costo complessivo dell’Opera, passando quindi da € 6.525.946 ad € 7.086.606,40, producendo una eccedenza, a carico del bilancio dell’Ente di € 514.086,54”.

LA PREGIUDIZIALE: GLI ERRORI SECONDO LOMBARDO «Niente di più falso – continua Lombardo -, è l’ennesimo errore, ribadisco, ennesimo errore dell’Ufficio Piano, poiché già nell’approvazione stessa, dell’aggiornamento 2008/2010 del programma triennale delle OO.PP. 2007/2009 della Provincia, del 23 settembre 2008 con deliberazione di consiglio n° 105, che si allega in stralcio a questo documento, veniva corretto l’importo del progetto della “strada a scorrimento veloce “Patti (A20) – S. Piero Patti” (quello dell’intervento 14), 2° Lotto”, da euro 6.152.000,00 a euro 7.300.000,00, e quindi a causa della riduzione delle competenze tecniche al 2%, pensiamo, visto che fino ad oggi non siamo stati messi dall’ufficio nelle condizione di potere visionare i relativi atti, l’importo era arrivato a euro 7.086.606,40, già prima dell’approvazione del Piano avvenuta il 25 settembre 2009. Inoltre, la delibera di Giunta Provinciale, n° 15 del 13 febbraio 2009, determinante per proporre la 96 del 22 luglio 2009, oltre a prevedere a seguito della rescissione del contratto in danno alle imprese riunite Benedetto Versace S.p.a. e altri, il completamento delle opere dalla sezione 65 alla sezione 170, della strada a scorrimento veloce “Patti (A20) – S. Piero Patti”, 2° Lotto”, per un importo complessivo di € 1.942.172,96, nella stessa si ritiene che la realizzazione degli stessi interventi della perizia oggetto della delibera, subordina il finanziamento del “Progetto di completamento del 2° lotto”, già inserito nel “Piano Strade”, quale opera strategica e finanziabile con la legge 296/06. Per di più, del suddetto importo, € 1.137.370,66 sono a carico del Cap. 67026 scheda 104 della Regione Siciliana. E la restante parte di € 804.802,30 da impegnare sul bilancio della Provincia, che viene inspiegabilmente impegnata in data 11 dicembre 2009 con D.D. n° 81 del 4°D. 2°D., dopo che si è proposto di inserire nel Piano stesso un intervento per tutto il secondo lotto, quindi somme non più necessarie. Dunque dalla Regione, alla Provincia, non essendo mai arrivata richiesta di cofinanziare il completamento di cui sopra, ne tantomeno di escludere dal Piano, gli interventi numero 40, “Intercomunale Nizza – Fiumedinisi” e n° 52 “S. Pier Niceto”, non si capisce sulla scorta di quale provvedimento si è fatto procedere la Giunta Provinciale e il Consiglio Provinciale in tal senso».

LE LACUNE DELLA SECONDA RIMODULAZIONE In ogni caso, a seguito dalla sopraccitata prima delibera di rimodulazione del Piano, la Regione riformula le relative osservazioni, e con nota prot. 9/E/S6 del 11 settembre, vengono trasmesse alla Provincia Regionale di Messina per procedere celermente alla seconda rimodulazione del Piano, al fine di uniformarsi alla Linee Guida dell’Assessorato in merito all’ordine delle Priorità, oltre a produrre i dovuti chiarimenti in ordine alle osservazioni formulate dall’Assessorato stesso. Nuova rimodulazione che viene predisposta dall’ufficio è trasmessa per l’approvazione, secondo Lombardo ancora una volta -condita- da una serie di anomalie e incongruenze. «La prima – spiega ancora Lombardo – riguarda l’apposizione della data sul programma, stranamente a penna, del 9 novembre 2009, mentre in calce al programma stesso viene riportata la data del 15 novembre 2009. La seconda riguarda invece l’indicazione del livello di progettazione dell’intervento n° 14, che risulta nel programma “esecutivo”, ma solo a seguito della richiesta formulata dal sottoscritto in data 7 gennaio 2010 e dopo diverse insistenze, l’ufficio stranamente si rende conto che il livello di progettazione è “preliminare”, come riscontrabile nella nota n° 43 del 8 gennaio, dove il dirigente stesso afferma che per mero errore materiale, “l’ennesimo”, l’opera con priorità n°14 riformulata, è stata classificata “esecutiva” mentre trattasi di “progettazione preliminare”. A questo punto, l’intervento n° 14, che così riformulato inizia dalla sezione 65 ed arriva fino alla progressiva 7+128, della “Strada a scorrimento veloce “Patti (A20) – S. Piero Patti”, non essendo presente nei programmi triennali delle OO.PP. della Provincia, ne nell’aggiornamento 2009/2011 del 2008/2010, ne tanto meno in quello relativo all’aggiornamento del 2008/2010 del 2007/2009, non è inseribile nella presente rimodulazione, considerato che, nel programma triennale vigente e sia in quello in fase di approvazione, è presente solo il precedente intervento n° 14, che inizia dalla sezione 170 ed arriva fino alla progressiva 7+128, della “Strada a scorrimento veloce “Patti (A20) – S. Piero Patti”, per un importo di euro 7.300.00,00. Ne tanto meno può essere finanziato con i fondi della prima annualità, un nuovo inserimento, qualora ove fosse possibile, visto anche quanto affermato dal Dirigente Responsabile stesso, con la nota 43 del 8 gennaio 2009, dove comunica, “….. che la rimodulazione del Piano strade, all’esame oggi del Consiglio, non è altro che il Piano già approvato dal Consiglio Provinciale, ed esitato con osservazioni della Commissione Regionale LL.PP., con delibera consiliare n° 107 del 25.09.2008”, e quindi, non l’approvazione di un nuovo Piano. Inoltre, così facendo, con la presente proposta, a seguito della delibera di Giunta provinciale n° 15 del 13 febbraio 2009, per lo stesso intervento si chiederebbe il finanziamento alla Regione due volte, oltre a impegnare € 804.802,30 sul bilancio della Provincia, senza a questo punto, capirne le motivazioni. Per di più, si impedirebbe di finanziare altri interventi del Piano, che potrebbero beneficiare delle stesse risorse. Non trascurando il danno causato all’ente, avendo l’ufficio Piano, impegnato somme senza la necessità di doverli spendere e sena averli spesi, e magari potevano essere utilizzati per interventi necessari anche per la manutenzione straordinaria stradale, che per l’anno 2009 è rimasta senza risorse, come più volte denunciato dal sottoscritto».

IL -RESTO DELL’AULA- E IL SECONDO ROUND. La pregiudiziale di Lombardo viene ascoltata in aula prevalentemente dall’opposizione, in -maggioranza- numerica mentre l’autonomista parla visto che i capigruppo del centrodestra sono in riunione (non è escluso che venga chiesta -la testa- di Lombardo per ciò che concerne la presidenza della terza commissione). Interviene Pippo Rao del Pd, che ribadisce la posizione espressa in commissione nel momento di dare l’ok alla delibera: disposti a votare solo per una questione di responsabilità, per non perdere finanziamenti già a rischio necessari per il territorio. «Le tesi esposte da Lombardo non sono campate in aria e meritano di essere approfondite – continua il consigliere di centrosinistra -. L’Amministrazione ha giocato ancora a non mettere nelle condizioni il consiglio di fare il proprio lavoro, nella difficoltà di avere carte e risposte dai dirigenti e dagli assessori».

La risposta della maggioranza come detto non arriva anche se intervengono Gulotta, Rella e Summa. Poi cade il numero legale sulla votazione della pregiudiziale (nuova seduta domani). I componenti della III commissione nella seduta del 4 gennaio avevano approvato e trasmesso al consiglio la delibera della seconda rimodulazione senza insistere oltre sulla richiesta degli atti necessari per l’approfondimento e senza entrare nel merito della stessa, come come sta facendo Lombardo. Una linea, quella dell’aula, che dopo i fatti di oggi potrebbe essere cambiata.

Il consigliere autonomista chiede sostanzialmente di non prelevare il punto in oggetto e il ritiro della delibera stessa, affinché venga riproposta così come approvata dal consiglio il 25 novembre del 2009, ad esclusione delle opere per le quali la commissione ha espressamente richiesto e motivata l’esclusione. Inoltre ha reso noto oggi di aver formulato al Dirigente Regionale del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, Vincenzo Falgares, nella qualità di Presidente della III Commissione (non avendolo fatto il dirigente preposto o l’Assessore competente), un atto di interpello finalizzato a sapere se gli interventi indicati nel Piano in oggetto con il numero 14 e numero 40, vista la stessa osservazione fatta dall’Assessorato, ma considerate completamente in modo opposto dall’Ufficio Piano della Provincia, a tutt’oggi mantengono sempre gli stessi requisiti di ammissibilità. La risposta è arrivata proprio oggi (nota n° 893), con la quale si fa presente alla provincia regionale di Messina che, -le osservazioni formulate dalla commissione, relativamente agli interventi 14 e 40, sono tutt’ora attuali-, citando una nota già trasmessa all’assessorato, ma della quale ancora nessuno aveva preso visione, che evidenzia come tale rimodulazione, oltre agli aspetti tecnici, comporterebbe “una criticità finanziaria-.

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