I parlamentari messinesi contestano i tagli ai finanziamenti all'Ente e annunciano una battaglia unitaria , al di là di ogni distinzione politica
Un incontro urgente con il presidente della Regione Raffaele Lombardo per eliminare le disparità di finanziamento fra i teatri siciliani. E’ questo il risultato operativo scaturito della riunione, voluta dal presidente dell’Ente, Luciano Ordile, con la deputazione regionale messinese.
All’incontro, che si è tenuto questa mattina nei locali del Vittorio Emanuele erano infatti presenti gli onorevoli Giuseppe Buzzanca e Giovanni Ardizzone (in una doppia veste, in quanto anche sindaco e vicesindaco di Messina), Nino Beninati, Roberto Corona, Carmelo Currenti, Santi Formica, Filippo Panarello, Giuseppe Picciolo, Franco Rinaldi e Fortunato Romano. Giuseppe Laccoto ha mandato la sua adesione attraverso il collega Picciolo. In tutto, quindi, undici partecipazioni su dodici. Presente anche l’assessore provinciale Mario D’Agostino, in rappresentanza del presidente della Provincia Nanni Ricevuto, attualmente all’estero. Dall’altra parte del tavolo, insieme con il presidente Ordile, alcuni componenti del consiglio di amministrazione (la vicepresidente Daniela Faranda, i consiglieri Carmelo Ietto e Gustavo Ricevuto), il sovrintendente Paolo Magaudda e il direttore amministrativo Fernando Caudo.
Anche se con diverse sfumature, tutti sono stati d’accordo – davanti ai toni preoccupati di Ordile – sul fatto che va eliminata alla radice la differenza ingiustificata di finanziamento che consente ad altri teatri non solo di vivere e di produrre meglio ma addirittura di ripianare deficit che il Teatro di Messina non ha mai avuto. Le cifre sono chiare: il contributo regionale al Vittorio Emanuele è rimasto di 6 milioni e 600 mila euro a fronte dei consistenti aumenti che hanno avuto gli altri (che pure si occupano o di prosa o di musica e non di ambedue le cose insieme). Non solo, ma un emendamento approvato negli anni scorsi ha vincolato il 20% della somma all’attività dell’orchestra, diminuendo la disponibilità effettiva dell’ente.
Di fatto, ha spiegato Caudo, con l’aumento del costo della vita, il finanziamento iniziale oggi corrisponde a 9 milioni e 500 mila euro. Invece, sulla base della bozza di bilancio regionale, si prospetta un ulteriore taglio del 20% che significherebbe l’impossibilità di sopravvivenza per l’Ente Teatro. Fermo restando, da parte del Consiglio di amministrazione, la ricerca di altre fonti di entrata, sarebbe necessario che il contributo regionale rimanga di 6 milioni e 600 mila euro più 1 milione e 200 mila euro che sono il “taglio” provocato dalle destinazione di parte del bilancio all’orchestra.
Se l’incontro istituzionale non dovesse avere i risultati sperati, l’intera deputazione si è dichiarata disponibile a una battaglia parlamentare, senza distinzioni di partito.
Inoltre, è stato stabilito che sarà redatto e presentato un disegno di legge che riguardi la definitiva sistemazione dell’orchestra.
