Chi attraversa le strisce ha sempre ragione, ma a Messina vige ancora la legge del -più forte-
A Messina, come è noto, pedoni e guidatori non si amano molto. I primi non rispettano quasi mai le strisce pedonali. Chi va a piedi a volte è distratto ed attraversa la strada come se fosse solo nel raggio di un chilometro. E con la diffusione massiccia dei cellulari, il rapporto guidatore-pedone è ancora più problematico. Principalmente nelle strade come la via Garibaldi, il viale Boccetta, viale della libertà, Gazzi, Gravitelli, lungo la riviera nord vi è una scarsa presenza di segnaletica semaforica e molta segnaletica orizzontale per i pedoni: un paradosso considerando che una strada con pochi semafori incentiva anche l’aumento della velocità, una forte indisposizione ed impossibilità a frenare in prossimità delle strisce pedonali.
Una sentenza, quella della Cassazione della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, n.20949 del 30/09/2009, probabilmente destinata a far discutere ed al contempo a far arrabbiare quegli automobilisti che hanno sempre ritenuto i pedoni veri a propri utenti della strada di serie B, ha stabilito che il pedone sulle strisce pedonali ha sempre la precedenza, al punto da “perdonare” persino qualche suo atteggiamento scorretto o indeciso che lo assolverebbero sempre in caso di sinistro.
Fino ad oggi dunque qualche automobilista riteneva che in prossimità delle strisce pedonali, avvistato il pedone, le regole del Codice della Strada si limitavano ad uno “studio” sulle intenzioni del pedone che, se soltanto in mezzo alla strada, aveva la precedenza, quando invece indugiava nell’attraversamento vigeva invece la legge del più forte…. Sbagliato… ci si deve fermare e non interpretare le intenzioni di chi in quel momento, a piedi, cerca di impegnare la carreggiata, perché il pedone ha sempre la precedenza. È facile giungere a questa tesi snocciolando la sentenza n.20949 dove leggiamo che: “Il conducente, nell’avvicinarsi alle strisce pedonali deve avere chiara consapevolezza che deve non solo dare la precedenza, ma anche tenere un comportamento idoneo a ingenerare al pedone la sicurezza che possa attraversare senza rischi”.
Morale… siamo avvertiti noi automobilisti spesso un po’ arroganti e spericolati, evitiamo anche di assumere quell’atteggiamento quasi di sfida quando un pedone dista qualche centimetro dal paraurti della nostra auto, così come sono da evitare comportamenti quasi di tolleranza, per non dire di più, nei confronti di chi cerca disperatamente di passare dall’altro lato della corsia, ricordandoci che appena scesi dall’auto, siamo pedoni tutti.
Fabiana Maodda
