Secondo lo studio condotto dall’istituto circa il 77% dei siciliani sarebbe insoddisfatto della politica di gestione dei servizi di smaltimento dei rifiuti
“Non serve fare la raccolta differenziata perché tanto tutto va a finire nella stessa discarica in modo indifferenziato”. Una risposta un po’ disincantata e un po’ disfattista quella fornita da messinesi e siracusani alla domanda posta dall’istituto ricerca Demopolis per testare il grado di interesse al tema della raccolta differenziata. Un tema che nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione, agli spot, agli slogan, non riesce ad oltrepassare la barriera teorica ed essere messo in pratica in modo costante.
Tutto ciò mentre a Messina si lavora sul fronte della realizzazione della discarica di Pace (a seguito dell’approvazione giunta anche da parte della Regione) e dove, secondo la nuova normativa, dovranno convergere rifiuti pre-trattati, cioè non abbancati in discarica così per come vengono gettati. Operazione quest’ultima per cui però è assolutamente necessario un’attività di precedente suddivisione degli scarti, ovvero di “differenziazione”. La strada dunque è ancora lunga, perché sempre secondo quanto diffuso dai dati Demopolis, l’80% dei siciliani ammette di non effettuare alcuna forma di raccolta differenziata, ad eccezione dunque di un “giudizioso” 20%. La ragione, a detta degli intervistati, è legata soprattutto a questioni di pigrizia e disattenzione, e come sostenuto anche a Messina e Siracusa, perché decisamente “inutile”.
In una regione che riesce a riciclare meno del 10 per cento dei suoi rifiuti, servirebbe dunque una nuova politica, di organizzazione, ma anche di tipo culturale. La ricerca Demopolis rivela una forte sensibilita’ in materia da parte delle donne, ma anche dei giovani: almeno in termini di principio. La disponibilita’ a cambiare i comportamenti, di fronte a una coerente nuova gestione dei rifiuti, esiste: secondo i dati dell’indagine dell’Istituto Demopolis, la maggioranza assoluta dei siciliani, il 53%, sarebbe disponibile ad effettuare la raccolta differenziata se venisse effettuata porta a porta. Il 30% ci proverebbe seriamente anche senza il -porta a porta-, ma a condizione di trovare i contenitori molto vicini alla propria abitazione. Aspetto quest’ultimo da sottolineare considerato che in molti casi, almeno a Messina, i raccoglitori per la differenziata non sono sempre presenti accanto a quelli “tradizionali”. E qualora ci siano non è escluso finiscano nel mirino di vandali e delinquenti che senza un motivo ben preciso decidono di trascorrere le nottate inveendo proprio contro i cassonetti che tuttavia, considerati i dati appena analizzati, nella maggior parte dei casi sono purtroppo semi-vuoti.
