Un incensurato e due complici in manette per la rapina al bar Piccadilly

Un incensurato e due complici in manette per la rapina al bar Piccadilly

Un incensurato e due complici in manette per la rapina al bar Piccadilly

sabato 17 Aprile 2010 - 11:45

Duemila euro il giorno prima di Pasqua aveva fruttato il colpo portato a segno da tre persone che i Carabinieri hanno individuato e arrestato come responsabili

La rapina commessa lo scorso 3 aprile ai danni del bar Piccadilly di Roccalumera e compiuta da un incensurato spalleggiato da due veterani, secondo gli investigatori dei Carabinieri per uno dei tre, Ema nule Mercurio 22 anni, si è trattato di un vero e proprio battesimo del fuoco. Il ventiduenne di Giarre è infatti l’unico del trio che non aveva precedenti. In manette per il colpo al bar sono finiti anche Yvanof Sterlyng La Rocca, 23 anni, scarcerato da poche settimane e Tonino Tomasello, 20 anni, entrambi di Ragalna.

I tre ragazzi nel pomeriggio dello scorso 3 aprile, dopo una serie di consumazioni all’interno del bar “Piccadilly” di Roccalumera, avrebbero messo a segno la rapina. Come accertato dai Carabinieri di Roccalumera, a compiere materialmente il colpo sarebbe stato proprio l’incensurato Emanuele Mercurio. Il ragazzo ha minacciato di morte il titolare, simulando l’estrazione di una pistola dalla cintura, quindi ha aggredito il proprietario dell’esercizio spintonandolo a terra e strappandogli da dosso il marsupio con dentro 1500 euro e portando via dalla cassa altri 500 euro. Nel frattempo, gli altri due complici, immortalati dalle telecamere del servizio di sicurezza interno al bar si erano posizionati in modo da fare da palo all’ingresso del locale, e da vedetta in prossimità della honda Jazz sui cui dopo il colpo sono fuggiti. Le immediate indagini dei Carabinieri hanno permesso, la notte stessa della rapina, di individuare l’autovettura utilizzata per la fuga, intestata alla madre di La Rocca.

In collaborazione con i Carabinieri di Giarre e Ragalna, gli investigatori hanno poi individuato Tomasello che per giustificare alla madre la sua assenza dal lavoro il giorno dopo la rapina ha sostenuto di essere alla stazione dei Carabinieri di Giarre per far compagnia all’amico La Rocca che era andato a denunciare il furto della sua auto.

All’identificazione di Emanuele Mercurio gli investigatori dell’Arma sono invece risaliti dal confronto delle immagini del sistema di video sorveglianza del bar e dal fatto che il giorno dopo il colpo, l’incensurato si è ripresentato a bordo di un’auto davanti al Piccadilly, forse per intimorire il titolare del bar, che riconosciuto il ragazzo ha segnato il numero di targa della vettura su cui si trovava il rapinatore. Auto poi risultata rubata.

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