Regolamento per l’attribuzione di incarichi esterni: tutte le lacune della delibera approvata dalla giunta provinciale

Regolamento per l’attribuzione di incarichi esterni: tutte le lacune della delibera approvata dalla giunta provinciale

Regolamento per l’attribuzione di incarichi esterni: tutte le lacune della delibera approvata dalla giunta provinciale

mercoledì 23 Giugno 2010 - 11:22

Disattesi gli indirizzi della delibera n.123 del consiglio. Diversi gli aspetti non regolamentati e che invece dovevano essere sottoposti a norma. Rao: «Diffidiamo ad assegnare eventuali incarichi, pena la possibilità di grave danno erariale in cui l’Ente potrebbe incorrere»

Solo qualche giorno fa avevamo sottolineato la sussistenza di alcuni dubbi sul regolamento per l’attribuzione di incarichi esterni contenuto nella delibera di giunta provinciale n.131 del 27 aprile 2010 (vedi correlato in basso). Oggi sull’argomento torna il consigliere del Pd, Pippo Rao, che ne chiede l’immediata revoca e diffida l’amministrazione Ricevuto ad attribuire incarichi secondo le procedure previste dal suddetto regolamento, con il quale si disciplina l’affidamento a soggetti esterni all’amministrazione di incarichi di collaborazione, di consulenza, di studio e di ricerca, prevedendo per tali incarichi la spesa massima nella misura del 4% della spesa di personale iscritta in bilancio (4% di 43 milioni di euro sarebbero 1.720.000 euro). A questa cifra si dovrebbero sommare inoltre le spese per gli incarichi esclusi dal suddetto regolamento, e cioè le progettazioni per lavori pubblici, le prestazioni di servizi obbligatori per legge, gli incarichi legali per la rappresentanza in giudizio dell’ente, gli incarichi di esperti del Presidente.

«Al di là delle valutazioni politiche di chiara inopportunità del momento, – commenta il consigliere – con il regolamento approvato dalla Giunta Ricevuto vengono disattesi i criteri per l’affidamento degli incarichi, a cui la Giunta si sarebbe dovuta attenere, che il Consiglio Provinciale in data 8 ottobre 2009, con la delibera n. 123 aveva stabilito. In quella sede vari emendamenti tendenti ad una maggiore trasparenza e pubblicità nell’attribuzione degli incarichi esterni, avevano trovato il Consiglio Provinciale e tutti i gruppi politici, concordi nell’inserire paletti nell’assegnazione di consulenze, con un maggiore ruolo di controllo del Consiglio Provinciale stesso. Ma la cosa ancor più paradossale è che con la delibera di Giunta, si sconfessa anche il deliberato predisposto dagli stessi uffici dirigenziali dell’ente, ed oggetto del corpo della delibera che il Consiglio Provinciale aveva votato, pur emendandola».

Nella sostanza, scompare il dovere di informazione preventiva e successiva al Consiglio Provinciale che così non potrà svolgere adeguata azione di verifica e controllo. Scompare l’obbligo di legge (L. 165/2001. art. 7 comma 6 bis e ter) della attività comparativa per l’attribuzione di incarichi, e per quelli di importo tra 20.000 e 211.000 euro, l’attività comparativa viene sostituita con una “consultazione tra almeno 5 operatori”. Affidamento diretto per gli incarichi sotto i 20.000 euro, senza neanche la famosa “consultazione”. Non si fa cenno all’obbligo di accertamento preventivo di professionalità interne all’amministrazione con adeguato procedimento ricognitorio tra il personale per l’attribuzione di eventuali incarichi (art. 7 comma 6 del D.Lgs 165/2001 modificato dal d.l. 112/2008). Non si cita neanche il propedeutico piano di programmazione per gli incarichi esterni di competenza del Consiglio Provinciale ( art. 42, comma 2, del D.Lgs 267/2000). Si evita di inserire nel regolamento, l’invio al collegio dei revisori dei conti dei suddetti incarichi. Si amplia il collegio di difesa dell’ente, portandolo da tre a sette componenti, senza però specificare quanto guadagneranno.

«Si evita di regolamentare proprio gli aspetti che la legge vorrebbe che il regolamento normasse – continua Rao -, prevedendo misure trasparenti e pubblicistiche, improntate al risparmio e non alla dispendiosa attività economica per consulenti vari, che ove necessitino devono essere funzionali all’efficacia, all’efficienza ed all’economicità della amministrazione pubblica e non incarichi di sottogoverno da utilizzare per far guadagnare amici degli amici. Su tali aspetti più volte si espressa la Corte dei Conti, disponendo che le amministrazioni pubbliche si attenessero scrupolosamente ai dettami normativi in materia».

A fronte di tali aspetti, il Consigliere Rao, ha presentato una formale interrogazione al Presidente della Provincia Ricevuto, riservandosi inoltre di sollecitare l’ufficio ispettivo della Regione Siciliana, e la sezione regionale della Corte dei Conti. Inoltrata anche diffida ad assegnare eventuali incarichi, pena la possibilità di grave danno erariale in cui l’ente potrebbe incorrere, per il rischio di illegittimità del regolamento che si contesta.

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