Per lo smaltimento il “bottino” quantificato dall’assessore Isgrò comprende 35 mila metri quadrati di amianto, circa 300 serbatoi e 100 metri di canne fumarie e grondaie
Entro venerdì (scadenza improrogabile) tutta la documentazione della variante al progetto relativo alla bonifica dell’amianto presente in diverse zone della città, “viaggerà” alla volta di Palermo, destinazione Assessorato Territorio e Ambiente, in attesa dell’approvazione che consentirà di ripremere il tasto start agli interventi di rimozione della sostanza pericolosa. Dopo diverse settimane di pausa, dunque, potrebbe essere portata a termine un’importante operazione, che continua ad avere come luogo simbolo il litorale di Maregrosso.
La documentazione diretta a Palermo per ottenere l’accreditamento della seconda tranche dei finanziamenti precedentemente approvati (il 30% di quasi un milioni di euro, fondi in parte già spesi), renderà possibile lo smaltimento di circa 35 mila metri quadrati di amianto, 300 serbatoi e oltre 100 metri di canne fumarie e grondaie, quantità che si vanno ad aggiungere agli interventi già effettuati.
Passaggio contemporaneo e indispensabile, anche in caso di immediata approvazione della variante progettuale, rimane però comunque l’approvazione da parte dell’Asp5 del piano di sicurezza presentato dalla ditta incaricata dei lavori, la Ecosystem (vincitrice dell’appalto dopo la rescissione con la società Giano). L’azienda sanitaria, a propria volta, dovrà pronunciarsi entro un termine massimo di trenta giorni, in caso di parere positivo si potrà procedere. Difficile dunque fare una previsione rispetto alla data degli interventi, la cui priorità rimane l’area di Maregrosso e dintorni: l’amministrazione Buzzanca ed in particolare l’assessore Pippo Isgrò hanno infatti bisogno di un doppio ok, uno da Palermo e l’altro dagli uffici di via La Farina.
Rimanendo sul fronte Maregrosso, scadenza rispettata per gli interventi sul Pontone che emerge dalle acque di fronte il campo Rom e che a breve dovrebbe definitivamente abbandonare la propria postazione pluri-decennale: “Da questa mattina – spiega Isgrò – alcune squadre di lavoro stanno cominciando a “tagliare” in pezzi l’acciaio che compone lo scafo. Quest’ultimo verrà sezionato e il materiale trasportato negli appositi altiforni”.
