Una parte dei consiglieri del PdL vota insieme all'opposizione il taglio di alcune spese collegate l'assessore alle Politiche Sociali, evidentemente sfiduciato da una parte dei suoi consiglieri di riferimento. L'altra, guidata dall'assente Galluzzo, storce il naso. La riflessione: è l'aula la sede opportuna per le rese dei conti interne ai partiti? Intanto Magistri lascia la GdL e passa al gruppo misto: «Mancanza di confronto costruttivo con i vertici provinciali e con i componenti del gruppo consiliare». C'è l'ombra dell'Mpa?
I dissidi interni venutisi a creare all’interno del PdL provinciale sul nome di Pio Amadeo sono ormai innegabili. Dalla richiesta di incontro con Nania, Formica e Buzzanca, giunta la scorsa settimana da alcuni consiglieri provinciali e finalizzata ad ottenere un confronto con i vertici locali per tracciare le linee del partito, si è finiti ben presto a incentrare la questione sul nome dell’assessore della giunta Ricevuto, tanto da spingere diversi tra i firmatari iniziali al passo indietro. Venerdì, nel corso della votazione del Riequilibrio del Previsionale 2009, la spaccatura è divenuta netta e merita sicuramente approfondimenti all’interno del Popolo della Libertà, soprattutto per come si è concretizzata.
L’ipotizzata iniziale richiesta di almeno tre componenti del partito di arrivare a chiedere l’estromissione di Amadeo dalla giunta, non ha avuto seguito per il già riportato dietrofront esercitato da alcuni (in primis il capogruppo della GdL, Pino Galluzzo) una volta filtrato il vero fine di alcuni tra quelli che avevano sottoscritto la richiesta di incontro con i vertici. Così la -replica politica- si è manifestata attraverso un emendamento mirato a tagliare alcune previsioni di spesa, una specifica riguardante lo stesso Amadeo (spese correnti riguardanti -servizi telematici ed informatici-, per un ammontare di 100mila euro). Risorse poi girate sul capitolo 2731 del titolo -spese correnti cofinanziamento POR e Pon-. Una -punizione- forse politicamente non propria ortodossa, ma i numeri sono numeri e vanno considerati. Hanno votato favorevolmente Briuglia, Parisi, Scimone, Rella e Saya del PdL, Passari, Italiano, Rao, Miano e Grioli del Pd, Palermo di Idv e Andaloro di Rifondazione. Contrari Passaniti e Branca del PdL, Cerreti e Previti dell’Mpa e Lombardo di Sicilia Vera. Astenuti Bivona e Fiore in quanto organi della presidenza, Summa, La Rosa e Mazzeo dell’Udc, Calabrò dei Democratici Autonomisti.
I -vincitori- in questo braccio di ferro sono oggi ben identificabili. Forse è però il partito nel suo complesso ad aver subito una forte battuta d’arresto. Al di là dei torti o della ragioni infatti, delle tesi di una o dell’altra parte, è evidente che sarebbe risultato politicamente più maturo risolvere i problemi interni attraverso un confronto piuttosto che a -colpi di emendamenti-, con tutto ciò che ne è conseguito e forse ne conseguirà. L’atteggiamento e la conduzione amministrativa del proprio assessorato da parte di Amadeo, ormai è evidente, ha scontentato qualcuno che non ne ha condiviso i metodi. Un segnale è stato lanciato, adesso sembra davvero arrivato il momento in cui i leader territoriali del PdL debbano intervenire per rimettere ordine, ristabilire i ruoli e indicare le sedi opportune per discutere delle questioni interne. Intanto in aula Amadeo ha incassato la solidarietà dell’Mpa e del suo capogruppo Roberto Cerreti, oltre che dell’Udc. Matteo Francilia, il capogruppo della sponda D’Alia, ha voluto sottolineare ieri mattina: «Non daremo mai il nostro appoggio ad iniziative di questo tipo. Esprimiamo il nostro sostegno all’assessore, al quale riconosciamo, al di là della differente collocazione politica, enormi capacità».
Infine, a proposito di PdL, sempre ieri è stato comunicato ufficialmente il passaggio di Simone Magistri dal gruppo Gioventù della Libertà al Gruppo Misto. «Le ragioni della mia scelta – ha spiegato il giovane consigliere – sono ricollegabili alla mancanza di dialogo politico e di confronto costruttivo con i vertici provinciali del partito e con gli stessi componenti del gruppo consiliare ed, inoltre, alla mancata definizione di chiare linee politico-programmatiche da perseguire in consiglio provinciale tramite interventi condivisi che avessero come obiettivo la soluzione delle problematiche territoriali». Come dire, altre nubi che si addensano sotto lo stesso cielo. «Per questi motivi ho deciso di lasciare definitivamente la GdL per transitare provvisoriamente al Gruppo Misto – ha proseguito il consigliere della zona tirrenica -, nell’attesa che un quadro politico più chiaro, sia a livello nazionale che regionale, mi consenta di scegliere in maniera ponderata la strada da intraprendere. Resta fermo, comunque, il mio impegno al servizio della comunità provinciale, il sostegno forte ai temi di tutela e sviluppo del territorio provinciale che l’Amministrazione Ricevuto intenderà portare avanti, ma al tempo stesso un opposizione ferma nei confronti di inutili sprechi e di scelte dell’Amministrazione non condivise con il Consiglio provinciale». Simone Magistri è figlio di Manlio, Direttore Sanitario del Policlinico. Nelle ultime settimane dato per molto vicino all’Mpa. (E.Rigano)
