L’alleanza Pd, Udc, Fli, Mpa e un obiettivo “nascosto”: le urne a Messina già in primavera

L’alleanza Pd, Udc, Fli, Mpa e un obiettivo “nascosto”: le urne a Messina già in primavera

L’alleanza Pd, Udc, Fli, Mpa e un obiettivo “nascosto”: le urne a Messina già in primavera

lunedì 25 Ottobre 2010 - 08:17

L’ultima serata della Festa democratica di Milazzo fa ritrovare sullo stesso palco Genovese, D’Alia, Briguglio e Pistorio, oltre a Lumia e Lupo. E l’ex sindaco sussurra: «Non è escluso che a Messina si voti già a maggio 2011»

Sono lì, uno accanto all’altro. Francantonio Genovese, Gianpiero D’Alia, Carmelo Briguglio. E poi Giovanni Pistorio, Beppe Lumia, Giuseppe Lupo. Pd, Udc, Fli, Mpa. Niente più bluff, il poker d’assi è stato calato. Sono seduti tutti sullo stesso palco, senatori e deputati che rappresentano i rispettivi partiti (o movimenti, come nel caso di Fli) in Sicilia, a testimoniare la nascita di un’alleanza che mira a scalfire quella che per anni è stata la cassaforte elettorale di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi. Il palco è quello del PalaDiana di Milazzo, sede dell’ultima giornata della Festa democratica, il bluff a cui non crede più nessuno è quello secondo cui questa inedita coalizione non stia già lavorando al domani. Un domani fatto di urne, pare chiaro, anche e soprattutto a Messina, che in un modo o nell’altro è divenuta centro importante di queste strategie. La maschera la cala giù Genovese, colui che cinque anni fa riuscì a sconfiggere il centrodestra a Messina, per poi farsi a sua volta sopraffare dall’attuale sindaco Buzzanca: «Sarebbe opportuno – ha detto – che oltre al sostegno al nuovo esecutivo (regionale, ndr) queste forze s’impegnino anche alla costruzione di una coalizione che possa presentarsi alle prossime elezioni nazionali, ma anche ai prossimi appuntamenti in Sicilia. Messina in primis, certo: non è escluso che si possa già votare nel maggio del prossimo anno».

Genovese è il primo che, da quando la fascia tricolore la indossa Buzzanca, parla di voto anticipato. Lo fa in “casa sua”, alla Festa democratica, ma soprattutto lo fa di fronte a quelli che, evidentemente, considera i suoi interlocutori principali in quella che potrebbe essere la prossima sfida elettorale. Il messaggio è chiaro e sembra rivolto soprattutto a D’Alia, protagonista principale dell’ingresso dell’Udc nel governo Lombardo, leader indiscusso del suo partito a Messina, ma ancora oggi alleato di Buzzanca, di Ricevuto e del Pdl tanto a Palazzo Zanca quanto a Palazzo dei Leoni. Come se Messina fosse completamente avulsa da ciò che accade fuori dai suoi confini territoriali. Un matrimonio, quello tra D’Alia e Buzzanca, che non ha mai funzionato e che non potrà continuare ancora a lungo. Nessuno lo ammetterà mai, ma di riunioni ce ne sono state, eccome, in queste settimane, per definire strategie e tappe di ciò che dovrà succedere da qui alla prossima primavera. Si tirano fuori persino i primi nomi di possibili candidati: l’ex senatore Antonio Andò, già sindaco di Messina diversi anni fa, e l’ex vicesindaco Giovanni Ardizzone, il più accreditato. Nomi che vengono regolarmente smentiti, ma non è questo che importa, oggi. Importa capire quale sia il futuro amministrativo di una città, Messina, che non ha un sindaco, una giunta e tutto il resto stabili dai tempi di Turi Leonardi. Commissari, sindaci decaduti. Non ci siamo fatti mancare nulla. E proprio fra due giorni il tribunale darà il primo verdetto sul nuovo caso Buzzanca, su quel ricorso elettorale “ispirato”, dicono i bene informati, proprio da Andò.

E forse non è un caso che il tema Messina venga solo sfiorato, nella convention di Milazzo moderata dal segretario provinciale del Pd Francesco Gallo. Si preferisce parlare del Lombardo Quater e della tenuta del governo Berlusconi. Tenendo lontani i riflettori dallo Stretto. «Lombardo ha rotto con Berlusconi – ha detto chiaro e tondo Pistorio – anche noi saremo un mattoncino di quel terzo polo che si sta cercando di costruire e che in Sicilia è stato avviato col governo -tecnico-». Più cauto D’Alia: «Il progetto è stato messo su carta, ma ora occorre lavorare, a partire dalle riforme già fatte e che ora bisogna attuare». La nuova esperienza di governo regionale, assicura il finiano Briguglio, «sarà caratterizzata da politiche di modernizzazione, sviluppo e legalità». Con una “quasi” certezza, espressa dal segretario regionale del Pd Lupo: «Il centrodestra si è frantumato».

(nelle foto: Genovese, D’Alia e Briguglio)

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