Clima incandescente in consiglio comunale, il Pd chiede di rivedere l’ufficio di presidenza

Clima incandescente in consiglio comunale, il Pd chiede di rivedere l’ufficio di presidenza

Clima incandescente in consiglio comunale, il Pd chiede di rivedere l’ufficio di presidenza

lunedì 15 Novembre 2010 - 11:32

Una proposta di delibera giace agli atti del Consiglio dal 15 giugno: da qui una lite furiosa tra David (Pd) e il presidente Previti. Ma non è solo il centrosinistra a chiedere una rimodulazione: rivendica un posto anche l’Udc. E il Pdl osserva con attenzione

C’è un clima incandescente, in questi giorni, in consiglio comunale. Lo testimonia la lite dai toni accesi che pochi giorni fa ha avuto come protagonisti Paolo David del Pd ed il presidente del Consiglio Pippo Previti, dell’Mpa. Il quale, tanto era “bollente” la temperatura nell’aula di Palazzo Zanca, è stato persino costretto ad abbandonare i lavori per un malore. Cosa c’è dietro la sfuriata di David? Lo ha spiegato lo stesso consigliere comunale del Partito democratico. «Occorre cambiare atteggiamento – spiega – di fronte ad un modo di fare ormai diffuso a livello nazionale, regionale e locale. Avevo chiesto di intervenire per mettere a conoscenza quanti non avevano partecipato alla conferenza dei capigruppo che ha preceduto il Consiglio del diverbio di natura schiettamente politica avuto col presidente in quella sede». Diverbio che nasce così: «Il gruppo del Pd presentò, il 15 giugno scorso, un ordine del giorno importante perché, al di là della condivisione o meno del suo contenuto, metteva in discussione la composizione dell’ufficio di presidenza. Per ben otto volte, finora, ho chiesto al presidente di portarlo all’attenzione dell’Aula, ma inutilmente, fino al diverbio in conferenza dei capigruppo, appunto. Tutto ciò non riguarda i miei rapporti personali col presidente, ma ho annunciato che non parteciperò più ai lavori d’Aula sino al momento in cui Previti, che rappresenta tutti i consiglieri, dirà quando sarà trattato l’ordine del giorno del partito democratico, non certo del consigliere David».

Ordine del giorno del Pd, ma al quale guardano con attenzione anche altre forze politiche. Il partito di centrosinistra, infatti, non è l’unico a rivendicare un posto nell’ufficio di presidenza che oggi è composto, lo ricordiamo, da un esponente dell’Mpa, Previti appunto, un finiano, Pippo Trischitta di Fli, e un consigliere del Pdl, Angelo Burrascano, corrente Germanà. Oltre al Pd, anche l’Udc avrebbe chiesto un posto nell’ufficio di presidenza, forte da una parte dei suoi dieci consiglieri in aula, dall’altra della mai rimpiazzata fuoriuscita dalla giunta dell’ex vicesindaco Giovanni Ardizzone. E lo stesso Pdl guarda con occhi interessati a questa manovra: paradossalmente, infatti, rispetto agli equilibri nazionali e regionali, oggi il Pdl si trova in minoranza nell’ufficio di presidenza, visto che Mpa e Fli non si possono certo considerare partiti “amici” di quello di cui fa parte, adesso anche con i galloni di coordinatore provinciale, il sindaco Giuseppe Buzzanca. Ecco perché qualcosa, presto, potrebbe cambiare nei piani alti del civico consesso di Palazzo Zanca.

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