Messinambiente, si dimette Dalmazio. Ecco come si è arrivati alla rottura col duo Buzzanca-Ruggeri

Messinambiente, si dimette Dalmazio. Ecco come si è arrivati alla rottura col duo Buzzanca-Ruggeri

Messinambiente, si dimette Dalmazio. Ecco come si è arrivati alla rottura col duo Buzzanca-Ruggeri

martedì 16 Novembre 2010 - 08:59

L’amministratore unico ha presentato ieri la lettera al sindaco. Ignote le motivazioni, ma i rapporti con il sindaco e l'Ato3 si erano ormai incrinati. E lo stop alla discarica di Pace ha fatto il resto

Antonino Dalmazio le sue dimissioni le ha annunciate molte volte, ma per tanti anni è comunque rimasto al timone di Messinambiente. Ieri le dimissioni da amministratore unico Dalmazio non le ha annunciate. Le ha direttamente presentate con una lettera sulla scrivania del sindaco Giuseppe Buzzanca. Che ne prende atto e pensa già al futuro, che quasi certamente non contempla l’esistenza di Messinambiente nel panorama della gestione dei rifiuti nella città di Messina. A suo modo è una piccola grande svolta: Dalmazio, “uomo di Procura” e teoricamente scevro da etichette politiche, pareva essere amministratore buono per tutte le stagioni. Amministratore giudiziario già in epoca commissariamento Sbordone, nominato presidente del Cda dal sindaco Genovese nel 2006, confermato amministratore unico all’inizio del 2008 dal nuovo commissario Sinatra (con il quale arriva ai ferri cortissimi), nuovamente confermato al timone di Messinambiente dal sindaco Buzzanca non appena rieletto.

Stavolta, però, nonostante l’apparente e illusorio idillio manifestato in una piccolissima fase all’inizio del 2009, quando Ato3 e Messinambiente trovarono l’accordo sul piano industriale da 47 milioni di euro, i conflitti nati proprio coi vertici dell’Ato3, ed in particolare col presidente (poi commissario liquidatore) Antonio Ruggeri, e di conseguenza con Buzzanca, di cui Ruggeri è braccio operativo, hanno fatto desistere Dalmazio. Il primo passo è stato proprio quel piano industriale, ridotto da 47 a 37 milioni di euro, tra le proteste dell’amministratore unico di Messinambiente. Che sembrava aver ritrovato un certo feeling col sindaco sul fronte discarica: Buzzanca pareva aver sposato la causa dell’impianto di Pace, “battagliando” alla Regione per ottenerne le relative autorizzazioni. Autorizzazioni che sono arrivate, compresa quella per quello che Dalmazio considerava e considera la struttura più importante, l’impianto di biostabilizzazione. Nel mezzo, però, i rapporti tra Dalmazio e Ruggeri si incrinano a tal punto da arrivare nelle aule di tribunale a suon di decreti ingiuntivi e di citazioni in giudizio multi milionarie.

Non solo: Ruggeri pubblica il contestato preavviso di gara per individuare la nuova società che, una volta scaduta la convenzione tra Messinambiente e Comune (31 dicembre 2010), dovrà gestire la raccolta dei rifiuti in città. Messinambiente scrive al sindaco chiedendo di fermare quest’azione, ma Buzzanca e Ruggeri vanno avanti, e l’Ato3 pubblica il bando. E’ la rottura definitiva, rafforzata con lo stop deciso da Buzzanca sulla discarica di Pace: «Che senso ha farla, quando la Protezione civile dice che il piano regionale dei rifiuti deve puntare meno sulle discariche e più sugli impianti?». La classica goccia (e che goccia!) che ha fatto traboccare il vaso. Da ieri Dalmazio non è più amministratore unico di Messinambiente. Una società che, da qui a qualche mese, rischia seriamente di sparire.

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