Circca 730mila euro il valore del terreno su cui sorge l'abitazione che domina la Panoramica. La proprietà dell'intera struttura risulta della moglie del legale, ma sarebbe stata acquistata con i proventi dell'attività del coniuge, in passato indagato per traffico d'armi
Il G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato il terreno del valore commerciale di circa 730 mila euro, su cui sorge la faraonica villa “ Forte Mandarino”. L’operazione nasce dopo la proposta di sequestro effettuata dal reparto antimafia delle Fiamme Gialle messinesi, coordinato dal Sostituto Procuratore della locale DDA, Dott. Fabio D’Anna, con decreto di sequestro emesso dal Gip D.ssa Maria Vermiglio. Il terreno di oltre 1400 metri quadrati, che domina lo stretto di Messina, è di proprietà della signora Rosaria Grillo, 64 anni, che lo aveva acquistato formalmente nell’anno 2003 per una somma di 600mila euro con regolare rogito notarile.
La proprietaria è moglie dall’avvocato Filippo Battaglia, in passato indagato per traffico d’armi, e personaggio chiave di molti affari a livello internazionale in particolare con il Venezuela.
Ma secondo gli investigatori, la sessantaquattrenne non ha mai denunciato alcun reddito, avendo invece dichiarato che le somme necessarie per l’acquisto del terreno provenivano interamente dal marito, che provvedeva al sostentamento di tutta la famiglia.
L’autorità giudiziaria inquirente ha così disposto il sequestro ravvisando un’ipotesi di riciclaggio nei confronti dell’apparente proprietaria, che avrebbe acquistato il fondo, con la consapevolezza della provenienza illecita del denaro, in modo tale da ostacolare l’accertamento della provenienza delle somme in questione e la natura illecita delle operazioni sottese all’erogazione delle suddette somme.
La donna sarebbe soltanto apparentemente titolare del terreno oggetto di sequestro, mentre l’effettivo titolare dello stesso va identificato nel marito. La libera disponibilità del terreno in capo alla stessa avrebbe infatti potuto aggravare e protrarre le conseguenze del reato di riciclaggio rendendo pertanto necessario il vincolo cautelare idoneo a privarla della disponibilità del bene, acquistato con somme di provenienza illecita accumulate dal marito.
