Dovranno comparire in Tribunale il capoufficio stampa Borda Bossana, l'ex vicesindaco D'Alia, l'ex segretario generale Ribaudo e la dirigente comunale Beninati. L'inchiesta riguarda la copertura dell'ufficio stampa di Palazzo Zanca
Nuovo capitolo dell’inchiesta sulla copertura dell’ufficio stampa del Comune di Messina.
La Corte d’Appello ha rinviato a giudizio il capoufficio stampa di Palazzo Zanca, Attilio Borda Bossana, l’ex vicesindaco della giunta Leonardi, Giampiero D’Alia, l’ex segretario generale del Comune Filippo Ribaudo ed il dirigente della Ripartizione personale del Comune, Maria Beninati.
I quattro dovranno comparire il prossimo 23 marzo davanti alla Prima Sezione del Tribunale per rispondere di concorso in abuso d’ufficio.
La Corte d’Appello ha, invece, confermato l’assoluzione per l’ex sindaco Salvatore Leonardi e per quanti firmarono nel 1999 e nel 2000 le delibere incriminate per l’organizzazione dell’ufficio stampa, affidando l’incarico a Borda Bossana. Si tratta di Pietro Alibrandi, Salvatore Barbera, Ferdinando Barone, Giuseppe Cardile, Luigi Ragno, Salvatore Rizzo, Giuseppe Santalco, Gianfranco Scoglio e Carlo Vermiglio. Nel luglio del 2007 gup Antonino Genovese aveva prosciolto tutti gli imputati, con la formula il fatto non costituisce reato. La Procura appellò la decisione ed ora la Corte d’Appello ha disposto i quattro rinvii a giudizio. Le indagini furono avviate dal sostituto procuratore Vincenzo Cefalo che dispose l’acquisizione al Comune delle delibere in questione e di una determinazione sindacale. La prima delibera –secondo l’accusa- sarebbe stata «formulato direttamente per favorire in concreto Attilio Borda Bossana». Con la seconda si sarebbe instaurato «un rapporto di lavoro pubblico a tempo indeterminato con Borda Bossana, come capoufficio stampa, in prosecuzione di un precedente rapporto di lavoro di diritto privato a tempo determinato e destinato, quindi, a scadere il 30 aprile 2000». La due delibere, secondo l’accusa, sarebbero state approvate dalla giunta Leonardi violando la legge regionale del 18 maggio 1996, che prevede la copertura dei posti negli uffici stampa pubblici mediante concorso.
