Occupata l’aula consiliare dalle ex dipendenti della cooperativa sociale, necessario l’intervento dei vigili urbani. Proteste anche di ex Wagon Lits e Ferrotel, arrivano pure gli ex Cea della manutenzione strade. E i lavoratori di Feluca attendono invano il voto del consiglio comunale
Una vertenza tira l’altra. E Palazzo Zanca diventa una “polveriera”. E’ stata una mattinata ad alta tensione, al Comune, prima e dopo il consiglio comunale dedicato al controverso caso Feluca. Non solo i dipendenti della società che gestisce i servizi informatici del Comune (di cui trattiamo a parte): i corridoi oggi “ospitavano” anche i lavoratori di Ferrotel ed ex Wagon Lits, che da ieri chiedono risposte per la drammatica vertenza delle Ferrovie. E poi le agguerrite dipendenti della ex cooperativa Futura, che attendono mesi e mesi di arretrati e soprattutto non hanno avuto risposte dopo l’accordo siglato una settimana fa dalla Fp Cgil con l’assessore al Lavoro Melino Capone. Ci sono ancora intoppi burocratici per sbloccare i circa 600 mila euro necessari a ridare linfa a decine di madri di famiglia. Ma la burocrazia, si sa, non è un’attenuante bensì un’aggravante per chi a fine mese non sa come arrivarci. Così le lavoratrici Futura hanno trascorso la notte nell’aula consiliare e stamani intendevano proseguire l’occupazione. Ma “incombeva” il consiglio comunale, così il presidente Pippo Previti è stato costretto, come da regolamento, a chiedere l’intervento dei vigili urbani per far sgombrare l’aula. Il Consiglio si è svolto regolarmente, senza che però si concludesse nulla sul caso Feluca. Così all’uscita i consiglieri si sono ritrovati, oltre alle inferocite lavoratrici della ex Futura, anche i lavoratori di Feluca, che si sono accodati al grido “Vergogna! Vergogna!” fatto partire dalle prime. Una mattinata di caos, conclusasi con l’arrivo dei lavoratori ex Cea (manutenzione strade) e con un sit-in di protesta ancora delle dipendenti Futura di fronte alla stanza del sindaco.
«Nonostante la disponibilità manifestata dalle stesse lavoratrici a liberare i banchi posizionandosi al margine dell’aula consiliare rimanendo in religioso silenzio per consentire ai consiglieri comunali di decidere del destino dei lavoratori Feluca – affermano Clara Crocè, segretaria generale della Fp Cgil, e Giuseppe Saja del coordinamento del comparto – il presidente del consiglio comunale richiamando alla stretta osservanza del regolamento e l’inesistenza di elementi di eccezionalità ha invitato i vigili a sgomberare l’aula. Per le lavoratrici provate per una vertenza che si trascina da troppo tempo e dalla notte insonne trascorsa in quell’aula dopo le inquietanti dichiarazioni dell’Amministrazione in merito al pagamento degli stipendi questa inutile forzatura ha assunto il tono della provocazione facendola apparire un chiaro tentativo di addossare alle stesse la responsabità sugli esiti di Feluca mettendo cioè contro i lavoratori delle varie vertenze. Dopo attimi di tensione le lavoratrici per nulla disponibili ad impedire il positivo esito della vertenza Feluca hanno momentaneamente lasciato l’aula al grido di vergogna».
«Questa mancanza di tatto – dichiara ancora Clara Crocè – e questo aperto disinteresse ai drammi del lavoro che coinvolge ogni giorno fasce sempre più ampie della città, oltre a marcare il crescente distacco tra la cittadinanza e gli amministratori indica la scarsa consapevolezza di quest’ultimi del disagio esistente e la necessità di evitare episodi del genere limitandosi fattivamente i compiti del loro svolgere il ruolo del loro mandato. Il sindaco, la Giunta e il consiglio comunale sono in debito con i lavoratori della ex cooperativa Futura, gravissime le responsabilità e le mortificazioni inflitte e per questi motivi l’occupazione continuerà a oltranza, fino a quando non sarà resa un po’ di giustizia».
(foto Dino Sturiale)
