In Sicilia il livello di disoccupazione si attesta al 14,7%, ultima Agrigento con il 19,2% mentre Ragusa è la più virtuosa con il 9,1%
Sicilia e disoccupazione, un triste binomio che non ha bisogno di ulteriori conferme ma che i dati relativi al 2010 pubblicati dall’Istat evidenziano nella loro attuale drammaticità, una vera devastazione del tessuto sociale che colpisce indistintamente ogni settore economico dell’Isola.
E se a livello nazionale il tasso dei non occupati raggiunge l’8,4 % in Sicilia lo stesso dato si attesta al 14,7%, ben 6,3 punti in più della media italiana, con un incremento rispetto all’anno precedente dello 0,8% (13,9 nel 2009).
Nella classifica generale la Sicilia è preceduta dalla Sardegna (14,1%), dalla Campania (14%) e dalla Puglia (13,5%).
Se si analizza la graduatoria nazionale per provincia all’ultimo posto si classifica Agrigento con un tasso del 19,2 %, un dato che esprime la reale drammaticità di un territorio economicamente sterile.
Al terz’ultimo posto si piazza la provincia di Palermo, con una percentuale di disoccupazione del 18,7%, il livello più alto tra tutte le realtà metropolitane.
Altri due indici negativi caratterizzano i due capoluoghi siciliani: a Palermo si registra un tasso di disoccupazione femminile allarmante con una percentuale del 23,4% con una differenza abissale rispetto allo stesso dato nazionale (3,7%) mentre ad Agrigento il 18,5% delle donne è senza lavoro.
Ma anche i dati relativi alla disoccupazione maschile vedono Agrigento “maglia nera” con il 19,6%.
La graduatoria complessiva regionale vede in coda Agrigento con il 19,2%; al penultimo posto Palermo con il 18,7%, preceduta da Enna con il 16,7%, Caltanissetta con il 16,5%, Messina con il 13,5%, Trapani con il 13%, Catania si attesta al 12%, Siracusa al 10,5% mentre in testa si posiziona Ragusa con il 9,1% di disoccupazione.
Nel 2010 un ultimo dato sconsolante per la Sicilia: sono andati persi ben 24.000 posti di lavoro nonostante nell’arco dell’intero anno si sia registrata una lieve ripresa; il tasso di disoccupazione fatto registrare nel primo trimestre, infatti, si attestava al 15,8% mentre nel secondo trimestre si annotava un recupero dello 0,7% ed un più marcato andamento positivo seguiva nel terzo trimestre con un livello di disoccupazione “sceso” al 13,3% per poi aumentare, nel quarto trimestre al dato del 14,7% finale.
