Sit-in a Palazzo Zanca di un gruppo di ex lavoratori di Casa Serena che nel 2014 erano stati dichiarati in esubero e che poi erano stati assorbiti nei progetti della Legge 328. Da febbraio però sono rimasti fermi. E per loro non si sono aperte le porte della Messina Social City
«C’è chi sorride e festeggia e c’è chi oggi aspetta risposte per un’ingiustizia che non possiamo sopportare».
A dirlo è uno degli ex lavoratori di Casa Serena, poi diventato anche ex lavoratori dei servizi sociali finanziati con i fondi della Legge 238. Un ex che oggi, insieme agli altri ex colleghi rimasti tagliati fuori dalla grande operazione della Messina Social City, chiede chiarezza all’amministrazione comunale.
Hanno deciso di riunirsi in sit-in a Palazzo Zanca per farsi vedere e sentire da chi sembra essersi dimenticato di loro. In tutto sono circa una trentina e resteranno al Comune tutto il giorno per esserci anche durante la festa organizzata questa sera nel Salone delle Bandiere per la firma dei 540 contratti che hanno portato gli storici operatori dei servizi sociali nella Messina Social City.
Nel 2014
«Siamo lavoratori con più di 25 anni di servizio sulle spalle. Abbiamo lavorato per una vita a Casa Serena, poi nel 2014 l’ex amministrazione Accorinti tagliò il personale per non chiudere la struttura di Montepiselli che doveva essere oggetto dei lavori di ristrutturazione. Eravamo stati dichiarati in esubero e poi per fortuna siamo stati assorbiti nei progetti della 328. Ci siamo riqualificati, abbiamo cambiato mansioni e abbiamo lavorato ininterrottamente fino a febbraio 2018» raccontano dal presidio.
Amarezza e ingiustizia
Poi l’ex amministrazione Accorinti aveva fatto i nuovi progetti sempre finanziati dai fondi 328. In quegli ultimi mesi di amministrazione però non partirono. Si doveva iniziare a settembre ma l’amministrazine De Luca decise di rimodulare quei progetti. E loro sono rimasti fuori da tutto. Senza lavoro e oggi senza alcuna speranza di poter rientrare tra i “fortunati” che hanno firmato il passaggio alla Messina Social City.

Con amarezza ricordano le battaglie per salvare il loro lavoro, ricordano protocolli d’intesa e clausole che dovevano tutelarli. Invece oggi la loro unica possibilità resta la long list pubblica. Nonostante più di vent’anni di lavoro, di attesa e di speranze come tutti gli altri.
Dicono no a questa ingiustizia. E lo diranno anche questa sera, quando nel Salone delle Bandiere si brinderà alla Messina Social City.

Francesca Stornante

Tra 5 anni la nostra città sarà composta da molte persone anziane che vivono da soli e Noi chiudiamo Casa Serena dopo aver speso milioni di Euro .Anzi dobbiamo ampliare Casa Serena è una bella struttura per gli anziani e i prossimi anziani .Invece di vederli in Case di Cura (NON commento….)Negli anni 60/70 vivevano agiate oltre 250 anziani dove erano liberi di viveri liberi .Ha ragione Peppe Fiorello ma chi scrive queste regole!!!!
Bellissime parole. Peccato che non ci si mette mai dall’altro lato: oltre 100 milioni di bollette di acqua non pagate; più di 150 milioni di Tari non versata ad oggi, oltre 15 milioni di Imu all’anno non versata. Come pensa che si possano elargire servizi senza che la popolazione paghi le tasse? Facile pretendere i diritti, più difficile assolvere i doveri.
Tutti gli anziani dalla loro pensione pagavano il 50% della sua pensione.Per quanto riguarda chi non paga le tasse concordo.Se ancora oggi regaliamo case a chi non ha mai pagato nulla per 50 anni inoltre la vera piaga è l’evasione fiscale e il lavoro nero.Il comune dovrebbe dare la possibilità di far pagare tutti con agevolazione a secondo del reddito.
Bravo signor Roberto. Facciamo passare per morosi e debitori tutti i cittadini messinesi colpevoli di non pagare le tasse. Diffamazione? Lei di quale parte politica fa parte e per conto di chi parla? Lei sa che il Comune di Messina ha chiesto il pagamento dell’ex tarsu (munnizza) a gente che ha venduto l’immobile più di dieci anni fa? Le sa che il MEF ha disposto il rimborso dell’iva, non dovuta sullo smaltimento dei rifiuti, e non rimborsata dal Comune di Messina? Lei sa che il Comune di Messina, per vizi procedurali, ha perso una causa in Commissione Tributario con cinque anni di ici/imu annullata? Si informi prima di parlare. Molti Comuni aumentano i presunti crediti, anche se non dovuti, per equilibrare i conti. O non sa neanche questo? Sono pronto a dimostrare ciò a tempostretto se servisse perché non scrivo cavolate.
Quindi, secondo lei non esistono a Messina morosi veri?Non esistono evasori e furbetti del quartierino? Cosa vuole indicare dicendo che il Comune ha chiesto il pagamento della Tarsu a chi aveva venduto l’immobile da un decennio? Potrebbe essere stato un furbo che, sapendo di dover vendere, ha pensato di non pagare per quell’anno, sperando nell’inefficienza del Comune. Il fatto che Comune non abbia versato l’Iva allo Stato secondo lei significa che si può non pagare la tassa di smaltimento? Il fatto che ci siano contenziosi o giudizi pendenti autorizza qualcuno a non pagare il dovuto? Non credo proprio.