Presentato a Palazzo Zanca l'ambizioso progetto targato Oriol Bohigas, in attesa delle valutazioni ambientali e della variante al piano particolareggiato
«Trasformazione sì, ma nell’ambito della riutilizzazione di quanto già esiste». Così Oriol Bohigas, architetto catalano di fama internazionale, sintetizza il progetto che dovrebbe, in realtà, mutare in maniera piuttosto radicale la fascia tirrenica compresa tra Tono e Mortelle, un’area attualmente caratterizzata da un forte insediamento abitativo, da un rispetto non sempre “ortodosso- del Piano regolatore e da diversi casi di forte degrado. Un’area il cui cambiamento dovrebbe riassumersi in quattro punti elencati dallo stesso Bohigas nel corso della presentazione del progetto avvenuta oggi pomeriggio a Palazzo Zanca: miglioramento sostanziale della viabilità, creazione di un centro collettivo di attrazione turistica con attività culturali, ludiche e sportive (comprensive di porticciolo), la nascita di sei (anche di più, anche di meno) “lidi-, ovvero punti dalle attività svariata legate al territorio e al turismo, la valorizzazione delle abitazioni private, del paesaggio ortolano, della zona boschiva e delle dune.
Dal punto di vista viabile, in particolare, Bohigas immagina la nascita di una strada realmente urbana, con tanto di piazze, ampi marciapiedi, pista ciclabile, una strada che andrebbe ad aggiungersi all’unica attuale, e che al tempo stesso verrebbe integrata da un’ulteriore via riservata ai servizi di emergenza e ad una sorta di lungomare, una passeggiata pedonale in legno. Il piatto forte del progetto, comunque, ciò che avrà un maggior impatto (soprattutto visivo) e che ha generato tanti applausi, ma anche tanti sguardi perplessi in platea, è rappresentato da questi famosi “lidi-, per adesso in un numero medio di sei, che però sono cosa ben diversa dai lidi balneari a cui siamo abituati nelle nostre estati messinesi. Sono sei veri e propri centri polifunzionali, sei punti nevralgici nei quali si concentreranno le maggiori attività turistico-culturali.
Il lido 1 è legato ad attività cosiddette “stagionali-, dunque a strutture balneari, magari collegati ad alberghi, centri sportivi, parcheggi, esercizi commerciali, attività di ristorazione. Il lido 2 è dedicato invece alle residenze e agli appartamenti, un’area che si inserisce nel tessuto esistente e che punta molto, come ci ha tenuto a sottolineare più volte Bohigas, al recupero degli orti e delle attività agricole presenti. Per il lido 3 si immagina una destinazione di tipo “accademico-, ovvero centri di attività universitarie (probabilmente nel campo della biologia marina e affini), con tanto di residenze per studenti. Il lido 4 è probabilmente il più delicato, il più “complesso- secondo l’architetto spagnolo, in quanto prevede, per via del porticciolo turistico, un inserimento nell’area demaniale, al quale poi si aggiunge, nelle previsioni, un hotel e attività relative alla nautica. Un complesso alberghiero di consistenti dimensioni occupa il lido 5, mentre per l’ultimo, il lido 6, si pensa ad un residence e ad un centro commerciale. Le immagini proposte al pubblico hanno generato, come detto, applausi ma anche perplessità, come quella esposta da un cittadino che ha parlato dell’ennesima «colata di cemento dopo il sacco edilizio delle colline». Anche il Guido Signorino, economista dell’Università di Messina, si è mostrato esitante «in particolare sulle “altezze- e sull’impatto che queste strutture potranno avere sui residenti».
L’architetto Benedetto La Macchia, referente locale di Bohigas, ha chiarito che in totale il progetto sfrutta poco meno del 50% dell’indice territoriale, mentre già in apertura di presentazione Giovanni Caminiti, dirigente dell’ufficio Programmi complessi del Comune, aveva precisato come ancora l’iter preveda passaggi importanti come la procedura di VAS (valutazione ambientale strategica) e della valutazione di incidenza, trattandosi di un’area Zps, così come necessiti di una variante al piano particolareggiato, tappe burocratiche che potrebbero cambiare non poco il quadro della situazione. Siamo a una fase “preliminare-, dunque, di un progetto che per l’80% dovrebbe essere finanziato dal Por 2007-2013 (e per una buona fetta della restante parte dai privati che senza dubbio si getteranno a capofitto), e che dall’approvazione della variante può essere realizzato anche in cinque anni. Messina una nuova Barcellona? Una nuova Bilbao? A questo proposito Bohigas dice: «Una architettura può cambiare una città solo se c’è anche un cambio urbanistico. Ma i veri cambiamenti non li fanno gli architetti, i tecnici, ma i politici che la gente vota». Appunto.
