S.Angelo di Brolo. Attacco del sindaco contro il commissario ad acta nominato per ripianare i debiti prodotti dall'Ato Me 2

S.Angelo di Brolo. Attacco del sindaco contro il commissario ad acta nominato per ripianare i debiti prodotti dall’Ato Me 2

Redazione

S.Angelo di Brolo. Attacco del sindaco contro il commissario ad acta nominato per ripianare i debiti prodotti dall’Ato Me 2

venerdì 26 Settembre 2008 - 10:47

Produce i primi effetti l’arrivo dei commissari ad acta inviati nei comuni della nostra provincia dall’Agenzia regionale, per ripianare i debiti prodotti in questi anni dagli ATO rifiuti.

Dopo l’insediamento di Loredana Ferrara a Sant’Angelo di Brolo, il Sindaco del comune tirrenico ha presentato ricorso al Tar, impugnando il decreto di nomina ed invocando la sospensione dello stesso e degli effetti che potranno produrre gli atti consequenziali che saranno posti in essere.

A seguito delle prime verifiche il Funzionario regionale, secondo il parere del primo cittiadino, sarebbe andato ben oltre i suoi poteri, ad esempio inviando una nota ai Responsabili titolari degli atti gestione, con la quale si disponeva “…di astenersi da qualsiasi pagamento o impegno che non riguardi spese obbligatorie per legge (pagamenti stipendi, mutui, etc.) e di destinare, interamente e prioritariamente, ogni eventuale ricavo che il Comune possa avere, al pagamento del debito nei confronti dell’Ato Me2-.

Il Sindaco Basilio Caruso (nella foto) però non ci sta ed ha risposto con una lettera inviata agli stessi Responsabili, con la quale li invita a non tenere conto della disposizione commissariale. “A mio avviso – ha scritto – le disposizioni contenute nella nota non figurano tra i compiti assegnati con il decreto di nomina, che individua, in modo puntuale, il campo delle attribuzioni del Commissario ad acta, cui è stato delegato di provvedere, in via sostitutiva, all’adozione solo dei seguenti provvedimenti: istituzione degli appositi capitoli di bilancio, ai sensi dell’art. 21, comma 17, della L.R. 19/05; iscrizione delle somme dovute alla Società ATO ME2 S.p.A., che verranno accertate nei capitoli di cui sopra; versamento delle stesse alla Società d’Ambito, come intervento sussidiario ai sensi dell’art. 21 comma 17 della citata legge regionale, al fine di permettere alla stessa la possibilità di garantire la corretta esecuzione del servizio.

L’azione corretta presupporrebbe un’attività istruttoria volta a conoscere la situazione finanziaria del Comune e, in particolare, quella degli impegni già assunti per spese non obbligatorie. Quindi, il reperimento delle somme (tra quelle non impegnate), con criteri ragionevoli, che non portino alla totale paralisi dell’Ente, per fornire la provvista necessaria al capitolo istituito con i poteri sostitutivi.

“Ho invitato i Responsabili – ha proseguito Caruso – nelle more della pronuncia cautelare del TAR, già all’uopo investito per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di nomina del Commissario ad acta, a considerare correttamente il ruolo da questo esercitato, nei limiti e con le competenze che sono proprie. Siamo in una situazione paradossale. Dal trasferimento del servizio all’Ato, il mio Comune vanta un credito superiore rispetto al presunto debito, peraltro non provocato dall’Ente che amministro. Per tutta risposta, oltre a non pagarci il dovuto, ci chiedono i soldi e ci bloccano perfino l’attività istituzionale, con grave danno alla comunità amministrata-.

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