La denuncia del consigliere della III Circoscrizione Gioveni. Potrebbe ospitare un centro polifunzionale
I fitti passivi sono una voce pesante del bilancio comunale, eppure alcuni stabili di proprietà del Comune sono male o per niente sfruttati. È il caso dell’edificio che ha ospitato fino a qualche anno fa il Provveditorato agli Studi, sul viale San Martino, vicino alla villa Dante.
In una nota di oggi, il consigliere della III Circoscrizione Libero Gioveni (nella foto), appellandosi al sindaco perché promuova la valorizzazione della struttura, definisce «inaccettabile il fatto che le nostre istituzioni locali, nonostante la struttura necessiti di alcuni interventi di adeguamento e manutenzione, si lascino scappare l’occasione unica di riutilizzarla a costo zero». Anche in considerazione della posizione centrale del palazzo, che ne consente il facile raggiungimento anche con mezzi pubblici.
Gioveni ricorda che, non più di un anno fa, il Dipartimento regionale di Protezione Civile, prendendo parzialmente possesso dei locali, vi sistemò all’interno qualche arredo, facendo sperare in un suo imminente riutilizzo. Ma, inspiegabilmente, ancora da allora tutto tace. Intanto, però, i segni di una forte incuria cominciano a prendere corpo anche sulle facciate della struttura, ormai pesantemente imbrattate da scritte e disegni vari.ù
Riguardo alla destinazione d’uso dei locali, l’ubicazione nel palazzo di un distaccamento della Protezione civile regionale sarebbe una scelta condivisibile, ma perché non pensare ad una gestione più -sinergica- della struttura, suggerisce Gioveni, «trasformandola per esempio in un autentico centro polifunzionale in cui enti come il Comune, la Provincia, la stessa Regione o l’Università avrebbero potuto trovare tra loro un unico filo conduttore nell’esclusivo interesse della collettività».
E le possibilità non sono finite: nel palazzo potrebbe trovare spazio un Centro regionale per l’impiego (che farebbe da spalla all’unico e troppo distante centro di piazza Casa Pia), e ancora un presìdio della Polizia municipale, del -118- «o anche per le più variegate forze sindacali e sociali».
