Esausti ma soddisfatti per l'affetto della gente. E perché ce l'hanno fatta
di Carmelo Caspanello
Dei giorni tragici appena trascorsi non rimarranno impresse nella nostra mente solo le immagini di Messina nella morsa dei roghi e della Sicilia in fiamme. L’emergenza incendi ci lascia un’altra “foto” simbolo. E’ quella di chi ha salvato vite umane, animali, edifici ed ha lavorato senza sosta all’inferno, in quegli ettari di terreni che ardevano ed in cui le lingue di fuoco si stagliavano sempre più alte, allargandosi a macchia d’olio. Turni di 24 ore li portano allo sfinimento. La foto che pubblichiamo, allegata a questo articolo, è il simbolo, dicevamo, della tragedia.
Sono i Vigili del fuoco intervenuti a Curcuraci, nelle colline messinesi incenerite. Disidratati e stremati. Stanchi e accaldati. “Ma soddisfatti” dicono in coro. “Soprattutto – tengono a precisare – per il grande affetto che abbiamo ricevuto dalle persone, che hanno compreso la nostra opera”. Resa ancora più complicata dai dispositivi di protezione individuale che indossano, concepiti per alte temperature, che nel corpo possono raggiungere i 50 gradi e più. Sono i Vigili del fuoco del Comando di Messina, una “famiglia” di 450 uomini. Stremati e assetati dopo lunghe e interminabili ore trascorse a combattere contro le fiamme, da un capo all’altro di Messina. Non si sono tirati indietro. Quando chiediamo se c’è stato un momento in cui hanno avuto paura sorridono: “Certo, anche noi abbiamo paura. Ma è il nostro lavoro, che facciamo con tanta passione”. E professionalità, aggiungiamo. Nel siracusano, per qualche loro collega si è reso necessario il trasferimento in ospedale.
Nel messinese il fuoco non ha concesso tregua, da una parte all’altra della città e dei due versanti della provincia: jonico e tirrenico. Non c’è stato territorio che non sia stato interessato o lambito dai roghi. Gli interventi non si contano. Finiti i turni estenuanti, alcuni interrogativi sorgono spontanei. A partire dalle cause degli incendi. Ragionando a voce alta, vien fatto notare che qualche rogo anche a ridosso delle case, si sarebbe potuto evitare con interventi mirati di pulizia. E poi la crisi climatica… I danni sono ingenti. La conta è iniziata. E chissà quanti sarebbero stati senza l’opera di quegli uomini stremati e assetati. Ma soddisfatti. Perché ce l’hanno fatta.

Se i nostri politici prendessero almeno un pelo da questi ” uomini”.
Grazie!!!!
Sono questi i valori della città. Chi combatte nelle improvvise emergenze, che spesso sono terrificanti, ovunque, da nord a sud. Dalla poltrona il mondo si vede diversamente.
Veri Eroi 👍👍👍
a furia di tagliare, sempre gli stessi, è finita che il personale è sempre più anziano e sempre di meno. questo succede in tutti i comparti. sarebbe ora di ripensare questa politica.