I legali della società messinese sequestrata dalla Gdf di Palermo chiariscono il ruolo della Adr Group
MESSINA – Antonio Drommi non ha avuto alcun contatto con i funzionari pubblici coinvolti ed ha ottenuto i report attraverso società regolarmente autorizzate. E’ questa la difesa del messinese titolare della Adr Group di via Santa Maria Alemanna, la società sequestrata dalla Guardia di Finanza di Palermo nell’ambito dell’inchiesta “Interrogazione a sorpresa” sull’attività di una serie di società di recupero crediti che, secondo l’Accusa, avrebbero ottenuto abusivamente banche dati.
Per Drommi la Direzione distrettuale antimafia di Palermo aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il giudice per le indagini preliminari prima e il Riesame dopo hanno detto no alla misura, autorizzando il solo sequestro preventivo della società.
“Si è documentalmente provata l’assoluta liceità dell’attività posta in essere dal signor Drommi, finito solo casualmente nel focus investigativo attesa la sua attività professionale. Vale la pena ricordare che il nostro Assistito – quale titolare di società di evasione pratiche – otteneva i cd report richiesti dalla clientela attraverso società munite di regolare licenza prevista dall’art.134 tulps e giammai da funzionari infedeli. Il coacervo delle intercettazioni ha restituito un dato di assoluta mancanza di interlocuzioni tra il nostro assistito e funzionari pubblici. Auspichiamo una immediata risoluzione delle vicenda già foriera di plurimi danni di natura economica e personale a carico del nostro Assistito, e dei dipendenti della società”, spiegano gli avvocati Gabriele Lombardo e Salvatore Todaro.

