-Legiferare rispondendo alle esigenze territoriali è un dovere-: colloqui con Achille Baratta, l'ultimo pensatore moderno

-Legiferare rispondendo alle esigenze territoriali è un dovere-: colloqui con Achille Baratta, l’ultimo pensatore moderno

-Legiferare rispondendo alle esigenze territoriali è un dovere-: colloqui con Achille Baratta, l’ultimo pensatore moderno

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giovedì 01 Aprile 2010 - 13:34

Achille Baratta è uno storico ingegnere progettista messinese ma è anche inventore, pittore, scrittore, poeta e pensatore: l'abbiamo incontrato per alcune riflessioni sul mondo dell'ambiente di quello che si può considerare l'ultimo pensatore moderno

Achille Baratta è uno dei tanti motivi d’orgoglio di Messina e dell’intera Sicilia. La sua storia, la sua carriera e il suo prestigio internazionale non possono che essere un grande vanto per il territorio che gli ha dato i natali e su cui continua a cullare la propria esistenza.

Nonostante l’età, inoltre, ‘Aldobrando‘ (è il suo nome d’arte) è fortemente propenso alle nuove tecnologia e adora il mondo di internet: -E’ il web il vero sole della democrazia, fuori dall’informazione lottizzata e bugiarda, che calza perfettamente con la nuova incoltura per immagini e che spinge il Paese alla deriva-.

Una deriva che le Regioni del Mezzogiorno hanno vissuto negli ultimi decenni sulla loro pelle, perchè -quando le amministrazioni non rispondono alle esigenze dei cittadini, il sistema non può funzionare. Quando la politica regionale è sfasata rispetto al resto del Paese, aumenta il divario tra il Nord e il Sud con evidenti colpevolezze. Per fare le leggi giuste non occorrono fondi ma basterebbe sensibilità e sapienza legislativa che in alcuni casi in Sicilia e in Calabria è stata assolutamente assente. Maggioranze e opposizioni sono troppo spesso simili, connesse e rassomigliano a due giganti in lotta che nel momento di massima tensione restano però immobili-.

Con la sensibilità giovanile che lo contraddistingue, Aldobrando si sofferma anche sui temi ambientali ed energetici che -hanno sempre coinvolto attività umane e professionali e ciò ha fatto emergere in modo sistematico l’esigenza di nuove figure professionali dedicate al contesto urbano, con una visione multidisciplinare di tutti i fenomeni che la caratterizzano, che spaziano dai tradizionali fondamenti dell’ingegneria civile ed elettrica, sino ad una accresciuta sensibilità ecologico-ambientale, di energy manager, di pianificazione urbanistica e di valorizzazione architettonica, per permettere il conseguimento della qualità. Entrambi gli aspetti costituiscono il nuovo che a noi meridionali, pur essendo trascorso un decennio, non piace applicare. In particolare la Sicilia e la Calabria sono le uniche due regioni che nel rinnovamento che coinvolge il 90% del territorio nazionale sono rimaste fuori, dimenticando una serie di leggi e il protocollo Itaca, di valutazione della sostenibilità energetico-ambientale nella bio-architettura, sottoscritto dalle regioni e sviluppato nell’ambito del processo GBC (Green Building Challenge), riconosciuto a livello internazionale. Non solo si dimenticano anche le linee guida del Ministero dell’Ambiente per il progetto di monitoraggio ambientale (PMA), del 2003. La recente approvazione in Veneto della L.r. 17/09 in materia di contenimento dell’inquinamento luminoso e di risparmio energetico conseguente, ha affermato infatti a livello nazionale gli standard di efficienza ed efficacia dell’illuminazione proposti nel 2000 dalla legge della Regione Lombardia n. 17/09 e risultati dopo 10 anni di sperimentazione più efficaci. Queste leggi regionali impongono l’obbligo della progettazione illuminotecnica quale strumento di qualità e garanzia per i committenti, e coprono inoltre il vuoto legislativo e progettuale a livello italiano, per il quale non è un requisito di legge la progettazione degli impianti elettrici in esterni, salvo alcune specifiche situazioni, in quanto in deroga alla ex legge 46/90 ora DM 37/08. Il merito di tali leggi regionali è appunto quello di affidare alla luce un ruolo non più solo di completamento ma centrale nella sostenibilità delle scelte di riqualificazione urbana, e l’obbligo della progettazione nel punto di partenza senza prescindere dagli studi di insieme strettamente legati alle previsioni urbanistiche di assetto del territorio e di organizzazione dei centri abitati. Da noi tutto procede a strappi sia nel privato che nel pubblico, non vogliamo ancorarci all’Europa ma neanche al resto del Paese, e in Sicilia lo Statuto Speciale ci rende diversi al negativo. Progettare, pianificare, prevedere, organizzare, rinnovare sono elementi indispensabili per evitare che la disoccupazione e la miseria creino un sisma sociale senza ritorno-.

E conclude così: -anche nel loro piccolo le formiche si incazzano, Fortebraccio è ancora attuale: l’onorevole Cariglia si vanta, giustamente, di essere “venuto su dal nulla” e quando parla lo fa per dimostrare che ci è rimasto.

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