E’ solo un articolo di varietà non un talk show, si può pubblicare
Visto che l’Assessorato competente ha grandi difficoltà economiche per gestire correttamente il verde urbano l’Amministrazione Comunale dovrebbe dotarsi di un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio arboreo cittadino che riunisca gli esperti di settore.
Grazie all’aiuto di questi valenti specialisti Messina potrebbe ritornare ad essere “Città Giardino” ottimizzando le contenute risorse.
Tanto per fare un esempio, se il CTS fosse stato istituito per tempo si sarebbe evitato di utilizzare essenze non adatte per arredare un’opera bella ed utile come il Lungomare di S. Margherita.
Infatti, a completamento della realizzazione di questo intervento sono state collocate a dimora delle piante di Areocastrum (Palme originarie del Brasile).
Si tratta di una bella essenza che da tempo viene utilizzata nell’arredo urbano (Catania, Milazzo, Villafranca Tirrena, comuni della ionica ecc.) in quanto è una pianta elegante, con apparato radicale poco invasivo, resistente al Punteruolo rosso e di costi contenuti ma che, soffrendo particolarmente l’azione del vento, non è adatta a vegetare in un posto battuto da correnti molto forti.
A distanza di un anno dall’impianto queste palme presentano uno sviluppo limitato con parte aerea evidentemente danneggiata dalle forti raffiche tipiche di questo tratto costiero; inoltre, in prossimità del mare la chioma risente anche dei danni causati dalla salsedine.
Come da photogallery allegata le piante si presentano in evidente sofferenza con foglie necrotizzate, inclinate rispetto il normale accrescimento o del tutto spezzate.
Dovendo utilizzare proprio questa specie il CTS avrebbe imposto l’utilizzo di soggetti adulti, l’accortezza della loro protezione almeno durante il periodo invernale e (visto che si tratta di un’opera di recente costruzione) la predisposizione dell’impianto irriguo evitando di caricare l’onere dell’irrigazione estiva sui residenti i quali, dando dimostrazione di civiltà, hanno adottato simbolicamente le piante provvedendo a fornire l’acqua durante il periodo asciutto.
D’altronde questi elementari accorgimenti, atti a favorire l’attecchimento e la successiva vegetazione, sono stati messi in atto dai comuni della Ionica (Roccalumera) e negli altri siti nei quali è stata impiegata tale specie vegetale conseguendo ottimi risultati e garantendo il corretto sviluppo delle piante.
Non potendo predisporre o pianificare queste ovvie precauzioni il CTS avrebbe sicuramente consigliato di replicare il bel risultato conseguito lungo la Riviera Nord dove sono stati impiantati degli esemplari di Washingtonia il cui sviluppo e vegetazione testimoniano la correttezza della scelta.
Per questi motivi un organo tecnico altamente specializzato può supportare l’azione dell’Assessorato competente.
Ma …. Scusate un attimo…. Mi arriva un’ANSA proprio in questo momento ….. la leggo:
“con delibera n. 208 del 09.03.2009 l’Amministrazione Comunale ha già istituito un (non il) Comitato Tecnico Scientifico per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio arboreo cittadino”.
E che è successo? Come spiegarsi la presenza di un organo tanto qualificato con delle piante non adatte al contesto nel quale sono state messe a dimora e, quindi, ridotte così male?
Non è possibile!
Infatti, superato l’immotivato sconcerto iniziale, si focalizza il problema e si trova la soluzione.
Le palme usate proverranno quasi sicuramente da un vivaio della Sicilia dell’Est (punto cardinale che solo fino a qualche anno addietro era covo di comunisti), la macchina fotografica utilizzata è stata prodotta in una fabbrica Coreana (sono conosciute le capacità di infiltrazione dei comunisti Nord Coreani) e la libreria nella quale acquistavo i testi universitari (Facoltà di Scienze Agrarie) era proprio davanti ad una sede dell’ormai scomparso ma sempre temutissimo Partito Comunista Italiano.
Si tratta chiaramente di un complotto comunista che, se non verrà sventato al più presto, sarà strumentalizzato dalla solita toga rossa con i calzini azzurri!
Ci si attiva subito per mandare a monte la congiura e, indossata la rispettiva divisa d’ordinanza (giacca alla moda, cravatta intonata e cellulare di ultima generazione gli uni, scarponcini da trekking, inutile gilè poli taschini e colorato felpa di pile gli altri), la soluzione appare in tutta la sua lapalissiana semplicità.
Siccome la specie Areocastrum è originaria del Brasile ed è noto che tutti i brasiliani lontani dalla loro nazione soffrono di “saudade” (nostalgia del proprio paese d’origine) basterà un po’ di Samba per far riprendere le povere palme.
E allora tutti in coro ……. “Brazil lalalalallalà”.
