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Un presepe di terracotta per dotare l’ospedale del Congo di strumenti diagnostici

Emma De Maria

Un presepe di terracotta per dotare l’ospedale del Congo di strumenti diagnostici

sabato 24 Novembre 2012 - 01:02
Un presepe di terracotta per dotare l’ospedale del Congo di strumenti diagnostici

L'iniziativa benefica promossa dall'Ance- Sezione Messina e dalla onlus Terra di Gesù in collaborazione con il circolo culturale Ignazio Silone servirà ad acquistare strutture medico-sanitarie da destinare al Congo

Al via una raccolta fondi destinati all’acquisto di strutture mediche e sanitarie per l’ospedale di Kpangi nella Repubblica Democratica del Congo. L’iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio nel corso della conferenza “Il dolore toracico: la strategia dell’ascolto”, promossa e organizzata dall’Ance- Sezione Messina e dalla onlus Terra di Gesù in collaborazione con il circolo culturale Ignazio Silone

Si inaugura ,dunque, la seconda parte di un progetto già collaudatosi con la realizzazione di un ospedale nel villaggio africano che, attraverso questa nuova raccolta fondi, potrà dotarsi di strumenti diagnostici e strumentali, per lo svolgimento di attività sanitario-ospedaliere, in una delle aree del continente africano dove altissimo è il tasso di mortalità infantile.

Francesco Certo, medico cardiologo, neo presidente Ance (Cardiologia Italiana del territorio) e presidente della onlus Terra di Gesù illustra le finalità dell’iniziativa e fornisce qualche dato sulle condizioni sanitarie nello stato africano: “Un presepe di terracotta per consentire l’acquisto di materiale sanitario in cambio di una piccola donazione. Ci troviamo ad operare in un’area periferica del Congo nella quale un bambino su cinque non arriva a compiere il quinto anno di età e dove l’età media della popolazione si aggira intorno ai 44 anni”.

Certo si è poi soffermato sul ruolo del medico cardiologo e sull’importanza di riconoscere le patologie che possono pregiudicarne il corretto funzionamento del nostro cuore:“ Essere cardiologo significa vivere un rapporto medico-paziente che non può prescindere – spiega lo specialista – dall’ascolto non solo della sintomatologia, ma anche dei dubbi e timori che l’accompagnano: essenziali per l’elaborazione della diagnosi”.

“Il dolore toracico rappresenta un eterno enigma per il cardiologo: si tratta infatti di una delle patologie più difficili da diagnosticare proprio per l’articolata presenza di varianti.

Molteplici sono le ragioni che posso determinarne la comparsa con matrice cardiaca, polmonare, tumorale, reumatologica, come nel caso delle artriti, legata a stati di infiammazione della colecisti o ancora determinate da stress e fenomeni ansiosi”.

Da privilegiare nell’elaborazione della diagnosi è, per lo specialista, il fattore tempo: “Occorre evincere con certezza da quanto tempo il sintomo doloroso si è manifestato e la durata di ogni singolo evento.

Si tratta di elementi centrali nella diagnosi – sottolinea Di Certo – non solo dell’infarto ma anche di gravi patologie cardiache come l'angina.

La presenza di dolore nell’infartuato, ad esempio, può interessare congiuntamente l’area toracica e quella ipogastrica, con irradiazioni al giugolo, o la sede posteriore con presenza di dolore acuto corrispondente cioè alle spalle del paziente infartuato”.

Altro elemento indicativo è la presenza di un dolore fitto alle articolazioni superiori: “A differenza di quanto comunemente si crede – spiega ancora Di Certo – il dolore agli arti superiori non riguarda esclusivamente il braccio sinistro, spesso entrambi gli arti sono interessati dal fenomeno mentre in altri casi ancora è il braccio destro a manifestare la caratteristica sintomatologia”.

Esistono poi infarti silenti cioè senza sintomi, manifestazioni dolorose e riscontro ECG: “Una condizione caratteristica dei pazienti diabetici, maggiormente a rischio vista la difficoltà, in assenza di sintomatologia e di riscontri strumentali, di giungere a diagnosi”.

Dal dottore Certo giunge, infine, un invito alla prevenzione ed una raccomandazione: “In presenza di dolore toracico improvviso ed oppressivo occorre chiamare tempestivamente il 118, non il cardiologo, il ricorso al numero di pronto intervento – conclude – consente infatti di attivare quelle unità coronariche d’emergenza che, nella stragrande maggioranza dei casi, salvano la nostra vita”. (Emma De Maria)

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