Verso il progetto “Sprar”. Critico Perna sulla tendopoli - Tempostretto

Verso il progetto “Sprar”. Critico Perna sulla tendopoli

Eleonora Corace

Verso il progetto “Sprar”. Critico Perna sulla tendopoli

domenica 23 Marzo 2014 - 08:24
Verso il  progetto “Sprar”. Critico Perna sulla tendopoli

Salvo “gravi complicazioni”, comincerà il 29 Marzo il progetto Sprar di Messina, che garantirà assistenza a quindici famiglie sistemate a Villa Lina. Nel frattempo, gli ultimi sbarchi aggravano la crisi del sistema di prima accoglienza e l’assessore Perna, riferendosi alla tendopoli non esclude l’intenzione da parte del Comune di inoltrare i documenti inerenti alle condizioni igieniche nel campo profughi alla magistratura

Sono 14.000 i posti finanziati per lo Sprar – il sistema di protezione richiedenti asilo dell’Anci – per il 2014. Nelle intenzioni del Ministero dell’Interno, il numero disponibile di posti per il circuito di seconda accoglienza dovrà essere portato a 16.000 a fine del prossimo triennio, con la clausola per gli enti locali di garantire una percentuale di posti aggiuntivi. Questa la teoria, di fatto la data d inaugurazione dei nuovi centri Sprar è slittata più volte. Previsto l’avvio inizialmente a febbraio, i nuovi progetti partiranno – salvo ulteriori inconvenienti – ad Aprile. Non dovrebbero esserci più ritardi, però, per il progetto Sprar di Messina, che prenderà il via il 29 Marzo. Ovviamente salvo imprevisti, come tengono a precisare a Palazzo Satellite. Il progetto prevede l’assistenza per quindici famiglie – con la possibilità di altri dieci posti aggiuntivi -che saranno ospitate nei locali di Villa Lina, in cui mercoledì scorso tecnici del Comune sono tornati per verificare se fosse tutto pronto. “Forti perplessità”, però, vengono espresse dalla mediatrice culturale del Comune, Clelia Marano, circa le modalità abitative – non trattandosi di appartamenti ma di una scuola – e soprattutto, sulla scelta di un quartiere – Giostra – che viene generalmente considerato “a rischio”. . “L’integrazione va fatta a fasi – dichiara la Marano – il quartiere va preparato. Mi chiedo chi ha fatto l’indagine territoriale”.

Il 30 settembre 2013 la determina sindacale dirigenziale numero 258 ha permesso l’avvio di “un bando pubblico per la selezione di partners per la coprogettazione, organizzazione e gestione di un programma territoriale di accoglienza integrata”. Bando che è stato aggiudicato alla società cooperativa Pro Alter 2000, come sottoscritto dalla determina dirigente del dipartimento sociale Giovanni Bruno, numero 268 del 10 ottobre 2013, che ha come oggetto: “Approvazioni verbali della selezione di partners per la coprogettazione , organizzazione e gestione di un programma territoriale di accoglienza integrata da inserire nel sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (S.p.r.a.r.) per il triennio 2014-2016”. La selezione della Cooperativa è avvenuta l’8 ottobre e la celerità della pubblicazione del bando e dell’assegnazione ha a suo tempo suscitato diverse polemiche.

Soddisfazione per l’inizio di un progetto di accoglienza integrata nella nostra città viene espressa dall’assessore Tonino Perna, che sulla tendopoli, però, aggiunge: “Il sindaco ha mandato una lettera all’Asp che ha risposto esprimendo l’inagibilità del posto, poi ha mandato una lettera in prefettura, seguita da una seconda. A questo punto mi domando se non sia il caso di mandare le carte alla magistratura”. Una via, quella dell’esposto in procura, già seguita dal circolo Arci Thomas Sankara.

Un dramma, quello della prima accoglienza, che esplode in questi giorni con lo sbarco di 4.000 persone, 2.000 in sole 48 ore. “Registriamo un ritardo enorme sull’accoglienzacommenta il giurista Fulvio Vassallo Paleologo i soldi sono arrivati ma abbiamo problemi di gestione. Gli enti che vincono la gestione molto spesso sono incompetenti e l’appaltano ad altri. Quella che per ora è più in crisi è, però, è la prima accoglienza. Il sistema inaugurato con la legge-Puglia è un sistema suicida”.

Paleologo ha parlato di accoglienza e razzismo nel corso di un convegno organizzato a Messina dal punto Informativo dell'Osservatorio Provinciale Antidiscriminazioni "Migralab A. Sayad", con il contributo dell'Osservatorio provinciale Antidiscriminazioni – Rete Nazionale Antidiscriminazioni – UNAR, insieme al giornalista di “Presa Diretta” Manolo Luppichini, al collega e candidato alle europee 2014 Antonio Mazzeo e Segio Bontempelli, membro della storica associazione “Africa Insieme” di Pisa. Numerosi gli interventi di ricercatori e associazioni nel corso dell’iniziativa, che ha toccato tutte le sfaccettature del tema complesso dell’immigrazione e le sue implicazioni: dalla militarizzazione del mediterraneo alle condizioni di vita deleterie in cui sono costretti a vivere i 4.800 migranti in attesa di essere convocati dalla commissione nel tristemente noto CARA di Mineo, dal business dei centri d’accoglienza alla cosiddetta “apartheid legalizzata”, passando per lo ius soli, il diritto di cittadinanza negato a chi nasce e cresce in Italia.

Sfatiamo un grande mito che il razzismo è la paura del diverso- ha spiegato Sergio Bontempelli – la situazione è più complessa. Ci sono gli organi di stato e la burocrazia a trattare qualcuno come diverso. Il razzismo non è ignoranza, è una forma di sapere che va sconfitta con un’altra forma di sapere. Negli ultimi anni si sta costruendo attraverso l’immigrazione una società gerarchizzata, e questa non è una cosa che riguarda solo i cosiddetti immigrati, riguarda tutti. Il razzismo non colpisce qualcuno che esiste già. Costruisce il suo bersaglio”.

Nel corso del convegno è emerso, inoltre, come quello degli sbarchi sia solo un aspetto di un fenomeno molto più complesso. Ogni anno nascono 70.000 bambini da genitori stranieri e sono bambini che nascono e vivono qui. Quello che emerge è un meccanismo di costruzione sociale dello straniero per innescare un meccanismo di accesso disuguale ai diritti. Oggi c’è una giungla di status legali e ad ognuno di questi corrispondono diritti diversi. Il disuguale accesso ai diritti dilaga in tutti gli ambiti della società, anche nella sanità. Insomma, le “razze” sono delle categorie sociali create ad hoc, a venire discriminata è la povertà.

Eleonora Corace

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Un commento

  1. imprenditore messinese 23 Marzo 2014 13:20

    Lo SPRAR di Messina prevede l’ospitalità per 15 persone e non per 15 famiglie. Una differenza di 10 volte.. Costerà ogni anno (e per 3 anni) 248.987,13 centesimi di soldi pubblici ( il progetto ne prevedeva 321 mila ma è stato “tagliato” dal Ministero). Pertanto si spenderanno più di 16 mila euro annui per ognuno dei cittadini extracomunitari richiedenti asilo ospitati. Circa 45 euro al giorno a testa, compresi i piccoli. Quasi il doppio di quanto spende il Ministero presso il Pala Nebiolo (24,33). Lo SPRAR inoltre è caricato in parte sui cittadini messinesi in quanto il 20% ossia 51.744,88 annui dovranno essere pagati dal Comune di Messina. Lo stesso Comune che fino a qualche settimana faceva pagare ai figli dei disoccupati il pasto a scuola per carenza di fondi. Ma un Comune che si segnala anche per l’ospitalità notturna dei clochard presso i rinnovati magazzini generali, affidata direttamente e quindi senza gara a Padre Francesco Pati per 7.800 mila euro al mese per 20 posti letto. Ossia 10 euro al giorno a persona per sorvegliare dalle 20 di sera alle 08.00 di mattina gli ospiti, fornendo i prodotti che consentano ai clochard di lavarsi. E’ molto? E’ poco? Non si sa, perché il Comune ha ritenuto di non chiedere ad altri di presentare la propria offerta. Anche la Croce Rossa Italiana di Messina ha gestito per 3 mesi il Pala Nebiolo. Anche a lei la Prefettura ha effettuato un affidamento diretto, senza gara. Ma lo ha fatto gratuitamente! Ha interpellato il Comune di Messina per l’ospitalità dei clochard la Croce Rossa ? Ovviamente no..
    L’Assessore Perna sta valutando – si legge nell’articolo – se denunziare la Prefettura per le condizioni d’igiene del Pala Nebiolo.. Ma Perna è un rappresentante di quell’Amministrazione che fino a ieri ha chiesto proprio alla Prefettura ed al Prefetto di poter assumere, dall’alto del suo ufficio, la responsabilità di tenere aperta la struttura comunale per anziani denominata Casa Serena perché non a norma.. Evviva la coerenza!
    L’esperta dei servizi sociali Clelia Marano, una che vanta notevoli esperienze in materia di migrazione, chiede chi abbia fatto l’analisi socio-economico-urbanistica che abbia fatto decidere al Comune di individuare uno SPRAR all’interno di un edificio con destinazione scolastica ubicato a Giostra. Non è l’unica a chiederselo.. e la risposta potrebbe sorprendere e forse farebbe capire anche le polemiche – si legge sempre nell’articolo della Corace – che hanno caratterizzato la procedura di selezione durante la fase della progettazione!
    Ma in questo caso c’è da scommettere che l’Assessore alla Cultura del Comune di Messina, Perna, candidato in Calabria anche alle elezioni europee di maggio nella lista dei comunisti europei Tsipras, non presenterà alcun esposto in procura. Rischierebbe infatti di far accendere i riflettori proprio su quella parte di associazionismo che è alla base dell’area politica che oggi rappresenta. E mentre ci siamo, qualcuno potrebbe informare l’Assessore alla Cultura, mentre è impegnato alle europee in Calabria, che è in corso un tentativo di abbattimento del teatro Vittorio Emanuele di Messina? Quando lo informate, ripetetegli la parola Messina 2 o 3 volte per favore, e informatelo che i Messinesi hanno combattuto 80 anni per riavere il teatro Vittorio Emanuele di Messina chiuso dal terremoto dell’alba del 28 dicembre del 1908, e non vorrebbero perderlo per la distrazione di un intellettuale concentrato in Calabria a cercare i voti per l’elezione alla presidenza dell’Europa del segretario del partito comunista greco, piuttosto che “volare terra-terra” accontentandosi di spendere lo stipendio di assessore che i messinesi ogni mese gli concedono lottando per non far chiudere il teatro Vittorio Emanuele.

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