Resta tentato omicidio l'accusa per i giovani protagonisti della notte brava a Taormina. I dettagli
L’auto lanciata a zig zag sulla nazionale tra la folla poi la retromarcia, l’auto “puntata” contro una ragazza quasi come un’arma, la nuova inversione di marcia e la nuova corsa lungo la stessa traiettoria, investendo un giovane che vola in aria davanti al cruscotto. Poi la fuga verso l’autostrada, senza prestare soccorso ai feriti. Ancora: la falsa versione agli investigatori, le “bugie” su chi c’era in macchina quella notte, il tentativo di farla franca anche di fronte ai video diventati virali dove l’auto era chiaramente visibile.
L’auto lanciata contro i giovani a Taormina, ecco i dettagli
E’ lunga la lista dei motivi che hanno convinto il giudice Salvatore Pugliese a tenere in carcere Manuel Abate e Vincenzo Patera, rispettivamente 25 e 24 anni, accusati di tentato omicidio dopo l’episodio avvenuto nei pressi della discoteca di Taormina poco prima dell’alba del 2 giugno scorso. Il giudice li ha interrogati ieri mattina alla presenza dei difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro, Giovanni Caroè e Tommaso Calderone, ed ha confermato il fermo emesso dal pubblico ministero Fabrizio Monaco, condividendo anche l’accusa contestata, che resta tentato omicidio.
Cosa hanno detto gli arrestati e cosa hanno scoperto le indagini
Per il giudice non c’è alcun dubbio che i ragazzi avessero intenti criminali e che devono rimanere in carcere, mentre gli accertamenti vanno avanti per chiarire tutto quello che è accaduto. La ricostruzione emersa dalle indagini della Polizia, infatti, è per il giudice inequivocabile, ed è confermata dai testimoni – i giovani feriti e i diversi presenti che hanno rischiato di essere travolti e i video circolati su TikTok. La versione dai due offerta, poi, è totalmente senza fondamento, scrive il giudice. Quella notte i due, dopo la rissa nel quale è rimasto lievemente ferito anche uno di loro, sono saliti in auto e hanno spinto l’acceleratore, puntando prima in direzione Catania per poi svoltare e andare verso una ragazza, infine la nuova marcia indietro e la nuova accelerata verso la stessa direzione, travolgendo in pieno uno dei due giovani più gravemente feriti. Alla fine il bilancio è di due ragazzi medicati, uno con 7 giorni di prognosi mentre l’altro guarirà non prima di un mese. Solo per fortuna le conseguenze non sono state peggiori, scrive il giudice, non certo perché loro avessero intenzione “soltanto” di spaventarli – come hanno sostenuto – visto come hanno condotto l’auto.
I video li smentiscono
Alla guida dell’auto del 24enne c’era il 25enne che ha parzialmente ammesso i fatti mentre il più giovane ha tentato di chiamarsi fuori, raccontando di essere fuggito a piedi dopo una presunta aggressione immotivata, smentita da tutti i testimoni ascoltati. Invece Patera quella sera non soltanto era sull’auto “puntata” verso i giovani, ma i due sono tornati a Messina con altri amici, anche se alla Polizia hanno negato la presenza di altre persone sul veicolo. Dichiarazioni smentite dagli altri presenti e dalla telecamera presente al casello di ingresso della A18 di Taormina, che immortalerebbe non soltanto loro due ma anche almeno un’altra persona nell’abitacolo.
Movida selvaggia e disagio giovanile
Il giudice delinea poi un quadro di quello che indica come un chiaro disagio giovanile: i ragazzi non lavorano, non sono stabilmente legati ad un nucleo familiare, avevano in auto dello stupefacente (una quantità modica per uso personale), sono scappati dal posto senza aiutare i ragazzi che avevano travolto, non si sono presentati alle Forze dell’Ordine, hanno taciuto fino a quando la Polizia non è andata a bussare alle loro porte e, dopo, davanti al pubblico ministero, hanno fornito versioni ritenute assolutamente non credibili.

…. e meno male che non è scappato il morto. Ma non deve piu’ succedere. Noi e/o i nostri figli, abbiamo il diritto di andare in discoteca, se ci va, da soli o con i nostri amici. Non possiamo privarcene, solo per qualche …..