Autorità Portuale, Messina va avanti in attesa del nuovo ente - Tempo Stretto

Autorità Portuale, Messina va avanti in attesa del nuovo ente

Marco Ipsale

Autorità Portuale, Messina va avanti in attesa del nuovo ente

mercoledì 20 Febbraio 2019 - 10:35
Autorità Portuale, Messina va avanti in attesa del nuovo ente

A breve il bando per il nuovo terminal crociere, la svolta col nuovo piano regolatore portuale

MESSINA – La legge 136 del 13 dicembre 2018 istituisce l’Autorità Portuale dello Stretto, la 16esima italiana, coi porti di Messina, Milazzo, Reggio e Villa. Ma la Regione Calabria ha proposto ricorso alla Corte Costituzionale e il presidente Mario Oliverio ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, definendola una “scelta obbligata”, a fronte di una “decisione gravissima”, per la quale “non c’è stato alcuno studio, alcuna analisi, alcuna risposta al mondo del lavoro, dei sindacati e delle associazioni datoriali”.

Ecco perché alla legge non sono ancora seguiti i decreti attuativi e la nomina dei nuovi vertici. Poco male per Messina, almeno per il momento, visto che, pur in fase di commissariamento, quasi nulla è cambiato rispetto al recente passato.

“Stiamo portando a termine tutti i bandi e le opere programmate – dice il commissario ed ex presidente Antonino De Simone -, dal pontile di Giammoro al porto di Tremestieri, ai lavori in Fiera e altro ancora”.

E presto sarà la volta del bando per il terminal crociere. “C’è stato qualche ritardo – prosegue – perché eravamo in dubbio se seguire la strada del project financing o realizzarlo direttamente noi, alla fine abbiamo scelto questa seconda ipotesi perché ci sembrava troppo darlo in concessione per 15 o 20 anni. I soldi ci sono, li avevamo messi da parte già due anni fa, i nostri lavori procedono senza intoppi, poi chi verrà dopo provvederà a dare il terminal in concessione alle compagnie. Manca solo un passaggio al Genio Civile e, a breve, il bando sarà pubblicato”.

Nota dolente la consueta sabbia al porto di Tremestieri, anche se non è ancora tale da impedire il regolare traffico delle navi. E dire che la Coedmar sta dragando tutta l’area a sud del porto. “Ma è talmente tanta – continua De Simone – che ci vorranno mesi e poi la fossa all’imboccatura del porto attuale è colma, andrà svuotata nel tempo con la trappola progettata nel nuovo porto. Intanto abbiamo rinnovato l’autorizzazione regionale, che era scaduta a dicembre, per altri 60mila metri cubi, cosicché, quando servirà, il concessionario Comet potrà dragare subito”.

Grande attesa, poi, per il piano regolatore portuale. “Dopo 53 anni, Messina avrà lo strumento che consentirà di ripensare il suo rapporto con il mare. Lo scoglio grosso era la Vas ed è passato. Aspettiamo il verbale ufficiale e, nel frattempo, ho già nominato i nostri tecnici che dovranno chiarire alcuni aspetti urbanistici alla Regione, poi si potrà finalmente programmare il futuro sia tra la fiera e la rada San Francesco sia tra il porto storico, la zona falcata e la stazione marittima”.

Peccato che, dall’altra sponda, non ci si muova altrettanto. Ieri il caos al porto di Gioia Tauro dopo l’annuncio di altri 500 licenziamenti, il nuovo porto a Reggio è solo uno studio su carta, i disservizi agli imbarchi di Villa San Giovanni non si contano. E in questi anni, Reggio e Villa sono state sotto l’Autorità Portuale di Gioia Tauro. La Regione Calabria può avere interesse a mantenere sotto la propria ala tutti i porti calabresi. Ma Reggio e Villa sono così sicure che non convenga loro passare con Messina?

(Marco Ipsale)

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