Il leader di Controcorrente e deputato regionale chiede chiarimenti al presidente anche sugli interventi di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica
SICILIA – Una richiesta urgente di chiarimenti in merito alle autorizzazioni regionali relative ai dissalatori di Filicudi, Alicudi e Stromboli e agli interventi di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica. Il deputato all’Ars Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, pone dei quesiti al presidente della Regione siciliana Renato Schifani.
“Riserve ambientali sull’operazione Posidonia confermate dal ministero alla Transizione ecologica”
Queste le riserve del parlamentare: “Ho appreso dagli organi di stampa che il Dipartimento regionale dell’Ambiente ha recentemente concluso positivamente la verifica di ottemperanza delle prescrizioni ambientali relative alla posa delle condotte sottomarine di scarico della salamoia proveniente dai futuri impianti di dissalazione previsti nelle isole di Filicudi, Alicudi e Stromboli. Secondo quanto riportato, per quanto riguarda Filicudi, il provvedimento autorizzativo contempla la possibilità di procedere ad operazioni di espianto, movimentazione e successivo reimpianto della Posidonia oceanica mediante la cosiddetta tecnica a “zolla”, subordinatamente alla presentazione di ulteriori elaborati tecnici prima dell’avvio dei lavori. Tale circostanza suscita non poche perplessità, soprattutto alla luce del fatto che il ministero della Transizione ecologica, con parere n. 99 del 17 maggio 2021, aveva evidenziato come non fosse possibile escludere che operazioni di espianto da altre praterie di Posidonia potessero avere efficacia limitata e, al contempo, determinare il danneggiamento di ulteriori porzioni dell’habitat marino interessato”.
Continua La Vardera: “Si tratta di una valutazione particolarmente rilevante se si considera che la Posidonia oceanica costituisce un habitat prioritario di interesse comunitario. E svolge una funzione essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi marini mediterranei ed è oggetto di specifiche forme di tutela previste dalla normativa europea e nazionale. Alle preoccupazioni di carattere ambientale si aggiungono quelle manifestate da numerosi cittadini, operatori turistici, associazioni e residenti delle isole interessate, i quali temono che lo scarico della salamoia derivante dal processo di dissalazione possa determinare alterazioni dell’ecosistema marino, incidere sulla biodiversità locale e compromettere una delle principali risorse economiche delle comunità isolane rappresentata dalla qualità delle acque e dall’attrattività turistica del territorio”.
Alla luce di queste considerazioni, il deputato domanda al presidente Schifani “se sia a conoscenza del contenuto del parere n. 99 del 17 maggio 2021 del ministero della Transizione Ecologica, nel quale veniva evidenziato che non fosse possibile escludere che le operazioni di espianto e reimpianto della Posidonia oceanica potessero avere efficacia limitata e determinare il danneggiamento di ulteriori porzioni di prateria marina;ì. Per quali ragioni la Regione siciliana abbia ritenuto di autorizzare interventi che prevedono l’espianto e il successivo reimpianto della Posidonia oceanica nonostante le criticità e le riserve già evidenziate dal ministero competente. Quali siano gli elementi tecnici, scientifici e amministrativi sopravvenuti rispetto al 2021 che abbiano indotto gli uffici regionali a ritenere superabili le valutazioni espresse dal ministero”. E chiede “se siano stati acquisiti ulteriori pareri da parte di Ispra, università, istituti di ricerca o altri organismi scientifici specializzati nella tutela degli ecosistemi marini e della Posidonia oceanica. E quali studi siano stati effettuati per verificare l’effettiva possibilità di attecchimento e sopravvivenza della Posidonia oceanica oggetto di espianto e successivo trapianto”.
La Vardera chiede garanzie a Schifani in merito a “possibili danni permanenti provocati dai dissalatori”
Sempre La Vardera chiede al presidente Schifani “chi si assumerà la responsabilità amministrativa, tecnica e contabile qualora gli interventi autorizzati dovessero determinare danni permanenti o irreversibili alle praterie di Posidonia oceanica interessate. Se la Regione abbia effettuato una valutazione comparativa tra la soluzione progettuale autorizzata e possibili alternative meno impattanti dal punto di vista ambientale e, in caso affermativo, quali siano stati gli esiti di tale valutazione. Quali siano gli effetti attesi dello scarico della salamoia derivante dagli impianti di dissalazione sui fondali marini, sulla fauna ittica, sugli habitat protetti e sull’equilibrio ecosistemico delle isole interessate. Se abbiano tenuto conto delle osservazioni e delle preoccupazioni manifestate dalle comunità locali, dalle associazioni ambientaliste, dagli operatori economici e dai residenti delle isole coinvolte. Quali siano i costi complessivi previsti per la realizzazione dei dissalatori e delle relative opere accessorie, distinguendo per ciascuna isola gli importi finanziati, impegnati e già spesi. Se ritenga opportuno sospendere l’avvio dei lavori fino all’acquisizione di ulteriori approfondimenti scientifici indipendenti, considerata la particolare delicatezza degli ecosistemi marini delle Isole Eolie. Se ritenga di poter garantire ai cittadini delle Eolie che la realizzazione e l’esercizio dei dissalatori non comporteranno danni permanenti alla Posidonia oceanica, alla biodiversità marina, al patrimonio naturalistico e alle attività economiche connesse al mare”.
“Le imminenti determinazioni amministrative e l’eventuale avvio delle attività connesse alla realizzazione degli interventi rendono infatti necessario acquisire, con la massima tempestività, elementi di chiarezza e rassicurazione da parte del governo regionale in ordine alle valutazioni che hanno condotto alle autorizzazioni rilasciate, ai possibili impatti ambientali e alle misure di tutela previste”, conclude il deputato.

