Autostrade Siciliane, Capitale Messina: "Chiudere il Cas e passare la gestione ad Anas"

Autostrade Siciliane, Capitale Messina: “Chiudere il Cas e passare la gestione ad Anas”

Redazione

Autostrade Siciliane, Capitale Messina: “Chiudere il Cas e passare la gestione ad Anas”

sabato 19 Settembre 2026 - 12:00

Il presidente del movimento, il prof. Giovanni Randazzo, interviene sull'ultimatum del Ministero al Consorzio

L’ultimatum inviato dal Ministero delle Infrastrutture al Consorzio Autostrade Siciliane in merito alle criticità della A18 e della A20 riapre il dibattito sul futuro della rete viaria dell’Isola. Sull’argomento prende posizione il professor Giovanni Randazzo, presidente del Movimento Capitale Messina, che sollecita una revisione radicale del sistema di gestione, ipotizzando il definitivo superamento dell’ente regionale e il contestuale passaggio delle competenze alla società statale Anas.

«Inutile rincorrere le emergenze»

Il punto di partenza dell’analisi di Randazzo riguarda la risposta delle istituzioni locali di fronte alle prescrizioni ministeriali sulla sicurezza. «La buona amministrazione dovrebbe programmare. L’emergenza dovrebbe essere l’eccezione», sottolinea il presidente di CapitaleMessina, ponendo l’accento sulle modalità di reperimento dei fondi.

«Quando invece l’emergenza diventa il metodo ordinario attraverso il quale si trovano fondi, si accelerano procedure e si realizzano interventi rimasti indietro, è legittimo interrogarsi sull’efficienza dell’intera macchina», aggiunge Randazzo.

Il peso dei pedaggi e delle consulenze

Nel merito delle risorse economiche, Randazzo evidenzia il forte contrasto tra i disagi patiti dagli automobilisti e le spese sostenute dal Consorzio. «Nel 2025 il Cas avrebbe affidato 63 consulenze giuridiche esterne per oltre un milione di euro. Non significa che quegli incarichi fossero illegittimi o inutili, ma è legittimo chiedersi se una struttura che necessita di una simile quantità di consulenze rappresenti ancora il modello più efficiente», ribadisce il professore.

Nel frattempo, per chi viaggia le tariffe continuano a salire. «L’automobilista continua a pagare il pedaggio. Dal gennaio 2026 le tariffe sono state ulteriormente adeguate dell’1,5%», osserva il rappresentante del movimento, rimarcando il mancato equilibrio tra costi a carico dell’utenza e standard qualitativi garantiti.

La proposta: «Consegnare la rete ad Anas»

Di fronte a decenni di criticità, la soluzione indicata da Randazzo guarda al livello nazionale. «A questo punto una soluzione merita di essere discussa seriamente: superare il Cas e trasferire la gestione delle autostrade siciliane ad Anas», afferma con decisione.

Pur riconoscendo che nemmeno l’ente nazionale sia del tutto privo di problemi operativi, il docente evidenzia la necessità di un cambio di rotta organizzativo. «Non garantirebbe automaticamente l’assenza di ritardi, ma consentirebbe di valutare un’unica regia nazionale e una struttura tecnica di dimensioni molto maggiori», conclude Randazzo, chiedendo di porre fine a un modello gestionale basato su rincorse finanziarie straordinarie.

Un commento

  1. Questa sarebbe un ottima soluzione, per migliorare le autostrade siciliane e avere finalmente delle strade degne di quel nome.

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