Prima di venire emesse dovevano essere approvate dal consiglio comunale.
Cittadini invasi da rifiuti ma ingiustamente vessati anche dalle bollette della TIA (tariffa di igiene ambientale) relative al primo quadrimestre 2010. Ingiustamente visto che tali tariffe dovevano essere determinate dai consigli comunali. È stato il consigliere Mario Presti (PD) ad affrontare la questione nell’ultimo consiglio comunale, in un’interrogazione al sindaco Nania. Secondo quanto disposto dalla sentenza n. 1250 del 7 luglio 2009, emessa dal TAR di Catania – ha ricordato il consigliere – le tariffe non determinate dai consigli comunali sono da ritenersi illegittime.
«Non si capisce per quale motivo – scrive Presti – a tutt’oggi, nonostante siano passati molti mesi da tale sentenza, l’ ATO2 Messina non abbia provveduto in accordo con i comuni soci a convocare i consigli comunali al fine di determinare le tariffe relative alla raccolta dei rifiuti nel nostro territorio. Bisogna pretendere che i sindaci membri dell’assemblea dei soci, premano sui consigli comunali affinché questi, dopo aver adempiuto all’obbligo di deliberare la tariffa di igiene ambientale, sottopongano la stessa alla congruità dell’Amministrazione Finanziaria dello Stato, prevista da una circolare dell’Agenzia regionale dei rifiuti e delle acque. Poiché solo un’istituzione pubblica, che riflette gli interessi generali della collettività, ha la podestà di stabilire se una tariffa pubblica sia da ritenersi conveniente o meno per il cittadino, e non altri». A tal fine, il consigliere ha dunque richiesto un intervento di Nania, sindaco del comune capofila, affinché convochi «un’assemblea dei soci».
