Tra i comuni con densità abitativa inferiore ai 30.000 abitanti, confermate le candidature di Patti e Terme Vigliatore, su cui si polarizzano le preferenze dei 20 comuni della coalizione. Ma occorre trovare un accordo entro il 30, pena l’esclusione da Pisu e Pist.
Doveva essere un incontro risolutivo quello che ieri mattina si è svolto nell’aula consiliare di Palazzo Longano tra i sindaci dei 20 comuni della Provincia che intendono usufruire dei finanziamenti dei fondi Fers Sicilia 2007/13. La Regione ha infatti chiesto ai comuni aderenti la firma del protocollo d’intesa entro il 30 novembre. La pianificazione integrata, da attuare attraverso l’individuazione di Piani Integrati di Sviluppo Territoriale (PIST) e di Piani Integrati di Sviluppo Urbano (PISU) rientra nell’asse 6, “Sviluppo Urbano sostenibile” del Programma operativo per lo sviluppo regionale. Il programma prevede che i comuni aderenti, riuniti in coalizioni territoriali, sottoscrivano un protocollo d’intesa e nominino i membri del soggetto rappresentante, scelti tra un comune con piano strategico, un comune con più di 30.000 abitanti, un comune con una densità inferiore e la Provincia Regionale di Messina. Operazioni che andavano, dunque, effettuate in tutta fretta. Ma se durante il primo incontro è stata immediata l’individuazione di Barcellona come comune capofila di piano strategico (nonché unico comune con più di 30.000 abitanti), problematica si è invece rivelata la scelta del comune con una densità inferiore ai 30.000, rinviata a ieri. Ieri mattina la seduta si è quindi aperta con l’obiettivo di scegliere tra le due candidature già avanzate senza risultato la volta scorsa, quella di Patti da una parte e di Terme Vigliatore dall’altra. Ma l’incontro ha preso fin da subito una piega sbagliata. Tra battibecchi e scontri vari, la discussione si è così trascinata per più di due ore, per poi concludersi, anche stavolta, con un nulla di fatto. I due comuni candidati e le coalizioni che li appoggiano sono infatti rimaste entrambe ferme sulle proprie posizioni, per cui, in mancanza di un accordo, si è stati costretti a ricorrere a delle votazioni informali. Ma anche l’esito delle votazioni non è stato risolutivo, perché si è raggiunta una parità di voti, con due comuni, quello di Falcone e di Barcellona, che si sono astenuti. Bisognerà, a questo punto, aspettare la prossima riunione, rinviata a giovedì.
