Gala. Museo “Epicentro”: 60 anni di arte contemporanea su mattonelle

Gala. Museo “Epicentro”: 60 anni di arte contemporanea su mattonelle

Gala. Museo “Epicentro”: 60 anni di arte contemporanea su mattonelle

mercoledì 04 Novembre 2009 - 09:53

Novecento mattonelle realizzate dai più prestigiosi artisti dal secondo ‘900 ad oggi in cui si esprimono tutti i linguaggi dell’arte.

C’è un museo unico nel suo genere nella provincia di Messina. È il museo “Epicentro” di Gala, poco distante da Barcellona, che raccoglie una pregiata collezione d’arte contemporanea su mattonelle. Attualmente sono esposte novecento opere, tutti pezzi unici, novecento mattonelle, su cui gli artisti più importanti dal secondo novecento ad oggi hanno lasciato traccia della loro creatività, utilizzando qualunque tecnica, colore o materiale. Un museo in cui si esprimono tutti i linguaggi dell’arte: dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla fotografia, dalla lavorazione del vetro all’installazione.

Il museo delle Mattonelle, fondato nel 1994, si è arricchito di anno in anno raccogliendo nuovi lavori in occasione dell’Esposizione Nazionale d’Arte “Artisti per Epicentro” che oggi è alla sua sedicesima edizione. Alla mostra – che sarà aperta fino al 15 novembre 2009 – quest’anno hanno partecipato 45 artisti, nomi prestigiosi come quello di Francisco Cordoba che è attualmente in gara alla Biennale di Venezia, Virginia Ryan, Stefano Boeri, Marinella Pirelli, Vettor Pisani e altri.

L’idea di creare un museo di mattonelle è nata casualmente. «Un giorno mi sono recato in un negozio di mattonelle e guardandole mi è balenato in mente questo pensiero», racconta Nino Abbate, fondatore e ideatore di “Epicentro”. Ad ogni artista viene inviata una mattonella in cotto non trattato, capace di assorbire qualunque colore, di una dimensione di 30×30, che non appena finita deve essere rispedita al mittente. Non sono previste, però, scadenze, a tal punto che opere possono arrivare anche dopo anni, spiega il fondatore. La mattonella rappresenta solo un supporto comune a tutti, poi ognuno può applicarvi la propria tecnica e la propria arte, in massima libertà. « Ho cominciato con gli artisti della provincia di Messina nella I e II edizione – racconta ancora Abbate – poi pian piano il museo si è arricchito». E ricorda che fin dagli esordi non sono mancati nomi illustri, come quello di Emilio Isgrò, il maestro delle cancellature, il quale «ha realizzato l’opera proprio qui, ponendo la sua firma su una mattonella e anticipando il recente progetto denominato “Dichiaro di essere Emilio Isgrò”».

Da un terreno di sua proprietà, Nino Abbate ha ricavato una stanza in cui esporre i primi lavori. Oggi di sale ce ne sono sei. Le opere sono ordinate seguendo un itinerario storico dell’arte italiana, che illustra movimenti e tendenze artistiche dal secondo dopoguerra ai giorni nostri: dalla “Corrente” di Ernesto Treccani e dai maestri del Neorealismo e Astrattismo degli anni ’40-’50, fino alle declinazioni del Post-moderno. Un museo “storico”, dunque, come ama definirlo il suo fondatore, uno strumento didattico, in cui è possibile ritrovare sessant’anni di arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi ed espressioni. Ernesto Treccani, Emilio Isgrò, Domenico Mangano, Carla Accardi, Pietro Consagra, Hidetoshi Nagasawa, Ettore Sottsass sono solo alcuni dei principali esponenti dell’arte italiana e internazionale «che sono passati da qui». Un’ampia sezione è inoltre dedicata alla fotografia (dalle opere dei maestri alle nuove tendenze della tecnica digitale), alla ceramica d’arte, al mosaico e al vetro.

Questo museo, unico al mondo, ha un valore inestimabile, ma «finora ho avuto poco sostegno sia da parte del Comune che della Provincia», lamenta Nino Abbate. E aggiunge: «Possiedo oltre 500 volumi di artisti e un’ampia documentazione di lettere, frutto di assidui carteggi, testimonianze rare che andrebbero messe a disposizione della comunità, ma che, in mancanza di spazio e di finanziamenti, non so dove sistemare. Ho anche scritto un libro in cui racconto tutta la storia del museo, ma per pubblicarlo attendo delle sovvenzioni».

Per la prossima esposizione Nino Abbate ha già a disposizione cinquanta mattonelle che aspettano il loro turno per essere esposte. Ciò dimostra che il museo è ormai noto e gli artisti ci tengono ad esibire qui le loro opere. Di spazio, però, ne resta poco nelle sei sale. Sarebbe opportuno allargare l’ambiente per fare posto ai protagonisti delle nuove generazioni.

«Sono certo che di questa galleria si comprenderà il valore solo col passare degli anni – conclude Abbate – intanto siamo orgogliosi di custodire opere uniche, realizzate appositamente per il museo, in alcuni casi ultime testimonianze di artisti venuti a mancare, come ad esempio Sottsass».

Orario di visita: dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Per altre informazioni è consultabile il sito internet.

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