Basile: "La gestione del Servizio idrico integrato deve restare pubblica"

Basile: “La gestione del Servizio idrico integrato deve restare pubblica”

Redazione

Basile: “La gestione del Servizio idrico integrato deve restare pubblica”

martedì 30 Settembre 2025 - 06:40

Il Comune di Messina, con 55 sindaci della provincia, chiede un incontro urgente a Schifani. "Il rischio è un consistente aumento della tariffa"

MESSINA – “Il Comune di Messina vuole che la gestione del Servizio idrico integrato resti al pubblico. Oggi pomeriggio si è tenuta la riunione dell’Ati (Assemblea territoriale idrica) dedicata a questo tema. Già un paio di mesi fa il Comune di Messina, come primo firmatario insieme ad altri 55 sindaci della provincia, aveva chiesto al presidente della Regione siciliana un incontro per valutare la possibilità di far rientrare nell’ambito delle decisioni dell’assemblea la scelta del modello di gestione”. Così il sindaco Federico Basile. “La richiesta è stata condivisa dall’assessore regionale Francesco Colianni  che. su mandato del presidente della Regione Schifani, ha dato seguito all’istanza del sindaco Basile”, viene comunicato.

“La decisione passi di nuovo ai sindaci e all’assemblea Ati. Grave non coinvolgere i sindaci”

“Il Comune di Messina, come primo firmatario insieme ad altri 55 sindaci della provincia, chiede un incontro urgente a Schifani”. Nelle mani dei privati, “il rischio è un consistente aumento della tariffa”, viene messo nero su bianco da Palazzo Zanca.

Basile ricostruisce la vicenda: “Questo perché da oltre due anni l’Ati Idrico è commissariata, poiché non è riuscita ad individuare il gestore del servizio. Il commissario nominato (la commissaria Rosaria Barresi, n.d.r.) ha optato per la procedura di gara finalizzata all’affidamento del servizio idrico integrato dell’intera provincia con modalità pubblico-privata. Tuttavia, dopo due anni, la gara pubblicata è andata più volte deserta, motivo per il quale si chiede che la decisione passi di nuovo ai sindaci e alla relativa assemblea Ati. Invece, proprio oggi (ieri, n.d.r.)– finalmente, direi – e solo dopo la nostra richiesta formale al presidente della Regione siciliana, veniamo a sapere che il commissario regionale, nonostante le precedenti procedure di gara siano andate deserte, sta per avviare una nuova procedura, diversa dalla precedente, senza tuttavia coinvolgere né consultare i sindaci. Questo è alquanto grave, considerando che sono trascorsi, appunto, oltre 2 anni dall’insediamento dello stesso commissario e che le precedenti procedure non hanno sortito alcun effetto, facendo perdere, tra l’altro, anche importanti finanziamenti ai Comuni della provincia di Messina”.

“Sulla gestione del servizio idrico integrato si pronuncino i sindaci, sì a un soggetto pubblico”

“Alla luce di questa situazione – prosegue il sindaco – ho ribadito la richiesta che sia nuovamente l’assemblea a pronunciarsi sulla modalità di gestione, valutando con priorità quella in house providing, che consentirebbe di affidare il servizio a un soggetto pubblico e di garantire maggiore controllo e qualità nella gestione per tutti i Comuni della Città metropolitana”.

“Tra le richieste degli operatori economici un consistente aumento delle tarife e un dividendo sugli utili”

Continua il sindaco metropolitano: “Durante l’incontro, alla presenza anche del commissario straordinario, è emerso che, in vista della nuova procedura di gara che sarà avviata a breve per individuare la componente privata del gestore, sono stati ascoltati gli operatori economici interessati, i quali hanno indicato quali parametri modificare per valutare l’opportunità di partecipare alla gara. Tra le richieste avanzate, figurano un consistente aumento della tariffa, la revisione del piano d’ambito e perfino l’introduzione di un dividendo sugli utili, elemento – quest’ultimo – non previsto dalla normativa vigente”.

“Il futuro gestore pubblico-privato rischia di essere scelto esclusivamente dalla parte privata”

E ancora: “Tutto ciò mentre i Comuni, commissariati, non hanno avuto nemmeno la possibilità di emendare nei rispettivi Consigli comunali le delibere proposte dagli stessi commissari, rimanendo di fatto esclusi da scelte fondamentali che incideranno direttamente sul futuro del servizio idrico. Siamo di fronte a un paradosso assurdo, in cui il futuro gestore pubblico-privato rischia di essere di fatto scelto esclusivamente dalla parte privata, poiché – diversamente – quest’ultima non avrebbe alcun interesse a partecipare alla procedura di gara. Ci rivolgeremo al presidente della Regione siciliana per chiedere un incontro congiunto e comprendere se il commissario non abbia di fatto esaurito il proprio mandato con le precedenti gare andate deserte, e quindi se sia ancora legittimato a procedere autonomamente con nuove iniziative senza il coinvolgimento dell’assemblea dei sindaci”.

Le iniziative del comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto”

In questo ambito, dallo scorso anno, il comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto” si batte, con documenti, petizione e sit-in davanti a Palazzo dei Leoni, e una lettera aperta a Basile. Così il comitato: “Esprimiamo la nostra preoccupazione per la decisione presa dalla commissaria all’Assemblea territoriale idrica di Messina, dottoressa Rosaria Barresi, che ha predisposto gli atti per la costituzione di una società mista (pubblico – privato) per la gestione del Servizio idrico integrato, andando di fatto contro il volere dell’assemblea dei sindaci della città metropolitana, la quale aveva deliberato per una gestione totalmente pubblica dell’acqua. Riteniamo che la scelta fatta dalla commissaria sia antidemocratica perché va contro il volere non solo dell’Ati, ma di tutte le milioni di persone che con il referendum del 2011 si erano chiaramente espresse in favore dell’acqua pubblica”.

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3 commenti

  1. L’acqua è un bene pubblico.
    Deve restare tale.

    Questo tentativo è intollerabile, perché va contro ogni cosa: referendum, diritti, libertà.
    No alla speculazione dei privati.
    Sarebbe un aumento MOSTRUOSO dei costi per noi cittadini.

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  2. Una massa di incompetenti cosi è costituita la politica provinciale di Messina

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  3. Detto in modo carino e gentile , per non dire che deve rimanere in mano a incompetenti e menefreghisti

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