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“Lascia che sia…poesia e musica”, viaggio tra letteratura ed emozioni

Grazia Di Mauro

“Lascia che sia…poesia e musica”, viaggio tra letteratura ed emozioni

sabato 17 Novembre 2018 - 08:03

L'evento, che prevede altre tappe, si è svolto presso la Biblioteca regionale universitaria Giacomo Longo

“LASCIA CHE SIA…poesia e musica” è stato il nuovo appuntamento della manifestazione artistica organizzato dalla dirigente responsabile della biblioteca, dott.ssa Tommasa Siragusa, dalla prof.ssa Gabriella Bertuccini, docente di scienze sociali presso l’istituto cittadino E.Ainis, dalla prof.ssa Angela Barrese, docente e presidente dell’associazione culturale Amici della scocca e dalla dott.ssa Rosalba Lanzarotto, docente e presidente dell’associazione culturale Avantgarde.

L’evento si è tenuto presso il salone eventi della Biblioteca Regionale Universitaria Giacomo Longo e si è posto l’obiettivo di percorrere un viaggio immaginario attraverso le interviste impossibili realizzate dall’ingegnere e giornalista Franco Arcovito e redatte da Tosi Siragusa e Gabriella Bertuccini, a pensatrici e letterati del 500 e 900, circa la vita e le motivazioni esistenziali che hanno orientato il loro cammino artistico.

Presente l’avvocato Giovanni Franciò, giornalista e critico musicale ha intrattenuto gli ospiti con la conversazione su Claude Debussy, compositore e pianista francese, considerato uno dei massimi protagonisti del simbolismo musicale.

Ha preso parte l’attrice e youtuber, Nancy Cicero che si è fatta portavoce dei testi Musica e Ieri Moribondi della poetessa Tosi Siragusa, che ha anche proceduto a interpretazione della sua poesia Vampiro.

«”Lascia che sia…” è soprattutto l’opportunità di vivere un’esperienza che rende attivamente partecipi tutti gli spettatori, grazie anche al curato percorso bibliografico, organizzato per sezioni, presente in questa struttura e fruibile gratuitamente a tutti―ha accolto così il pubblico Tommasa Siragusa, coordinatrice del progetto e dirigente responsabile della biblioteca regionale di Messina ― dalla pittura di Tintoretto, esponente della pittura rinascimentale a Sofonisba Anguissola, da Hieronymus Bosch a Jan Van Eych.

Per quanto riguarda il 900 Georgia O’Keeffe e Tamara de Lempicka.

E inerente la musica rinascimentale abbiamo del materiale espositivo riguardante i madrigali e Monteverdi.

in definitiva un percorso fatto di poesia, musica, pittura e confronto che antepone le persone ai personaggi e coinvolge emotivamente gli interessati grazie alle sensazioni che ogni opera riesce a dare, in quanto espressione di un vissuto ».

I momenti di interpretazione drammatizzata di componimenti poetici, eseguiti magistralmente dalle attrici Elisa Franco e Alice Ferlito, sono stati alternati da critica musicale e melodie jazzistiche, eseguite sapientemente e dal vivo, dalla prof.ssa e cantante Rosalba Lazzarotto accompagnata dai giovani musicisti, Erika La Fauci alla tastiera e Federico Saccà alla batteria.

«L’idea di confezionare questo evento è nata nel momento in cui l’arte letteraria diventa per me, cura medica per l’anima ― ha tenuto a sottolineare una delle organizzatrici, la professoressa Gabriella Bertuccini ― la poesia è divenuta un coinvolgimento intimo ed emotivo, quasi potessi rivivere, attraverso i versi, la vita dei loro compositori.

Il format usato poi, è quello delle “interviste impossibili” e vuole incarnare questo mio sentire; interrogando fantasiosamente i letterati del tempo, circa gli eventi salienti del loro vissuto, impareremo a percepire meglio poetica e opere che li contraddistinguono».

Un breve excursus doveroso è quello sugli artisti “presenti” alla manifestazione; un’istruita, elegante, spregiudicata e dalla forte personalità Gaspara Stampa, definita novella Saffo dai romantici , visse brevemente, in modo libero e intensamente passionale tanto da segnare la propria produzione poetica.

Amalia Guglielminetti letterata dell’800/900 che patì tutta la vita per amore; ingannata dagli elogi del giovane Guido Gozzano e delusa in seguito dalla relazione burrascosa con il giovane Pittigrili (Dino Segre), che la trascinò in tribunale morirà alcuni anni a seguire in estrema solitudine, a causa di una setticemia.

« Il perfetto connubio tra queste due poetesse e le loro opere ― ha precisato la professoressa Rosalba Lazzarotto ― è il brano Ballo in fa minore di Angelo Branduardi “ il grande potere della musica ―asseriva l’artista ― è quello di far dimenticare alla morte di essere venuta per portarci via”, quasi questa e la danza fossero un potente esorcismo».

Vittoria Colonna, marchesa di Pescara e poetessa del 500, nonostante il matrimonio combinato per ragioni politiche, si innamorò perdutamente del coniuge che però spirò in guerra nel 1511 strappandolo alle braccia della donna.

L’autrice, caduta in depressione, tentò il suicidio ma venne salvata dall’amore per la scrittura, nato quasi per caso da una lettera in versi scritta per il compianto marito.

Margherita Guidacci ebbe anche lei una vita difficile: rimasta orfana in tenera età, cresciuta in campagna dagli zii riuscì a laurearsi durante la seconda guerra mondiale con parecchie difficoltà.

Il suo vissuto la portò a bandire ogni forma di violenza e ad immedesimarsi nella sofferenza dei più deboli, infine ad abbracciare la poesia come unica forma di protesta ai mali della vita.

Queste ultime due personalità sono state accompagnate dalla melodia jazz SUMMERTIME di George Gershwin interpretata dalla professoressa Rosalba Lazzarotto.

Le ultime tre personalità sono quelle di Isabella Morra, Veronica Gambara e Pietro Bembo ; la prima definita una delle voci più autentiche della poesia italiana del XVI secolo, venne brutalmente uccisa dai fratelli per una corrispondenza epistolare che, si pensa, potesse celare soltanto un amore platonico con l’intellettuale Diego Sandoval De Castro.

Veronica invece fu una letterata, molto apprezzata da giacomo Leopardi, e donna piena di abilità e determinazione che si occupò degli affari dello stato di Correggio dal 1518 al 1550, dopo la dipartita del marito Giberto VII.

Pietro Bembo ispirato da Petrarca e Boccaccio fu uno dei più importanti rappresentanti dei Ciceroiani;

il gruppo si prefiggeva la restaurazione di uno stile ispirato alla classicità romana, contrassegnato dall'imitazione dei due modelli principali della lingua latina, con Cicerone per la prosa e Virgilio per la poesia.

Il brano conclusivo scelto e interpretato da Rosalba Lazzarotto per questi tre autori è “The Man i love” di George Gershwin.

Grazia Di Mauro

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