Botte e stampellate al figlio, condannata mamma violenta a Messina

Botte e stampellate al figlio, condannata mamma violenta a Messina

Alessandra Serio

Botte e stampellate al figlio, condannata mamma violenta a Messina

lunedì 02 Febbraio 2026 - 16:33

La sentenza per la 63enne che picchiava e insultava il bambino di 11 anni: "Sei posseduto dal diavolo"

Messina – Tre anni di reclusione e il risarcimento da liquidare alle parti civili. E’ questa la sentenza di primo grado per la messinese di 63 anni accusata di violenze nei confronti del figlio di 11 anni.

La decisione è del giudice Eugenio Fiorentino che ha celebrato il processo abbreviato ed emesso la condanna per la madre violenta, allontanata da casa lo scorso agosto.

“Non vali niente”

Secondo la ricostruzione, confermata al processo, il piccolo è stato picchiato con diversi oggetti: una racchetta, una stampella, e insulti di ogni tipo: “Non vali niente, sei posseduto, diavolo….”, poi lo segregava in casa. Il bambino, è emerso, era stato anche segregato in casa.

Botte anche alla nonna

La vicenda è emersa quando la donna si è avventata anche contro la suocera, intervenuta per difendere il nipote durante una sfuriata della mamma. Un giorno dello scorso luglio, all’ennesimo intervento della suocera, la 63enne ha afferrato un coltello e provato a ferirla. Quel giorno ha rischiato anche il ragazzino, presente alla scena e che ha provato a mettersi in mezzo.

Il processo

Da lì la denuncia alla Polizia della nonna, assistita dall’avvocato Francesco Ponzio. E l’allontanamento da casa della madre violenta, che ha anche il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dal bimbo e dalla suocera. E, adesso, la condanna. Il suo difensore, l’avvocato Gaetano Gemelli, valuterà adesso il ricorso in appello.

Bambino verso una nuova vita

Intanto il bambino è stato affidato alle cure della nonna paterna e del padre che, ha raccontato, aveva negli anni aveva sempre cercato di contenere la compagna, che minacciava di portarsi via il piccolo, espatriando e tornando nel paese d’origine. Poi però la situazione è degenerata e alle umiliazioni e vessazioni psicologiche, sempre più pesanti, si sono aggiunte le botte.

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