L'imprenditore barcellonese in conferenza stampa a Palazzo Zanca: «Al momento non ci sono le condizioni per rilevare il Messina. Domani...». Il progetto dell'ex presidente dell'Igea: programma quadriennale da 10 milioni di euro per arrivare in serie B: «Ma ci vogliono altri imprenditori»
«Oggi dico che sono fuori dai giochi. Proseguirò a fari spenti. Domani, fra un mese, fra un anno, chissà…». Immacolato Bonina lascia socchiusa la porta che lo divide dall’acquisizione dell’Acr Messina. Niente proclami, niente rinunce. Solo una promessa: «Se tornerò a parlare di questa vicenda, lo farò solo per dire che avrò preso il Messina». Ma in questo preciso momento, ha chiarito Bonina stamani a Palazzo Zanca, «non ci sono le condizioni per farlo». In questo momento. Ma gli scenari sono in continua evoluzione e potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro. Forse non in tempi brevi, anche se tra giovedì e venerdì, ha confermato Bonina, ci sarà l’incontro con l’imprenditore messinese, -emigrato- a Milano, Pasquale De Domenico: «So che è una persona seria, vedremo cosa mi proporrà».
L’ex presidente dell’Igea Virtus parte dal chiarire alcuni concetti: «Non ho chiesto due milioni di euro al sindaco, come ha detto il vicepresidente del consiglio Trischitta», quest’ultimo presente al salone delle Bandiere per chiarire di «non avere nulla contro Bonina». Secondo punto: «Non andrò a chiedere mai un project financing per gli stadi e non mi interessano diatribe politiche». Anche se la politica, anche in questa vicenda, ha giocato e probabilmente continua a giocare un ruolo importante. A proposito, il sindaco Buzzanca si è fatto vedere a Palazzo Zanca mezzora dopo la conclusione della conferenza stampa (i suoi impegni istituzionali non erano a Palermo ma in città): pare evidente che il primo cittadino non voglia entrare in prima persona, per lo meno di fronte all’opinione pubblica, nella questione calcio. «Nessun problema col sindaco – ha chiarito Bonina – non voglio che si pensi che abbia snobbato questo incontro stampa».
L’imprenditore barcellonese conferma di aver avuto contatti con altri imprenditori, dalla cordata Barberis ad una non meglio identificata -del nord- che avrebbe messo a disposizione una sponsorizzazione da 400-500mila euro. A loro Bonina ha spiegato le linee guida del proprio progetto, che si sviluppa in questi termini: programma quadriennale da 10 milioni di euro per arrivare in serie B. Ma per riuscire in questo percorso ci vogliono «passione e disponibilità economica. Non mi interessa vivacchiare, non ho paura di volare e ci metto la faccia, pur mettendomi contro mezza Barcellona».
Bonina non nega di essere rimasto deluso dall’immobilismo dell’imprenditoria messinese: «Pensavo di trovare una tavola imbandita già con primo e secondo. Io avrei portato il dolce e magari pagato il conto, ma la tavola non c’è». Il basket? «Cento canestri non valgono un gol», dice Bonina. La cui ambizione, a questo punto, è chiara: riportare il Messina in alto. Ma oggi le condizioni perché questo avvenga non ci sono. Se e quando ci saranno, non è dato saperlo.
