Circa 1000 i tifosi presenti. Niente cori di contestazione, si canta per salvare la squadra dalla retrocessione. Lo striscione: -Difendiamo la nostra passione-
18/01/2009. Messina-Palazzolo. Una parte della tifoseria giallorossa, con i gruppi organizzati in testa, torna allo stadio. Circa 1000 i presenti sugli spalti. Chiusa la curva sud, tifosi, bandiere e sciarpe giallorosse si ritrovano nella tribuna laterale. Lo striscione recita: -Difendiamo la nostra passione-. -Il megafonista annuncia niente cori contro Franza o chiunque altro. Si resetta tutto, conquistiamo la salvezza insieme e ripartiamo-. Ma purtroppo il risultato del campo non farà fare un passo in questa direzione.
L’undici giallorosso di partenza è così composto: Furlan, De Bellis, Oliva, Bevo, Taverniti, Femiano, Cardia, Romeo, Micheli, Ancione, Tavilla. Al quale il tecnico Bonarrivo oppone il seguente schieramento: Saia, Teriaca, Porchia, Marletta, Armenio, Alderuccio, Miraglia, Ferro, La Vaccara, Arena, Catania.
Pronti via, subito propositiva la squadra di casa, che prova a raggiungere il vantaggio, ma fino al decimo minuto le due formazioni si studiano. Al minuto 15 calcio d’angolo dalla destra, stacca Femiano ma la termina si perde sul fondo. Passa un minuto e Ancione ci prova dalla distanza, ma il portiere Saia devia in angolo. Alla mezz’ora pericoloso il Palazzolo: sgaloppata dalla destra di Miraglia che mette in mezzo per Alderuccia, ma il tiro a botta sicura del centrocampista viene respinto con il piede da Furlan.
Al 43′ il Messina passa in vantaggio. Romeo appoggia in area per Ancione che stoppa la palla e viene atterrato. L’arbitro Marinelli indica il dischetto e Ancione spiazza Saia per il gol dell’ 1 a 0. Prima dello scadere il Palazzolo si fa sotto in due occasioni, ma è bravo Furlan a non farsi sorprendere. Il primo tempo finisce con il Messina in vantaggio.
Nella ripresa i giallorossi non si tirano indietro, anzi provano a mettere subito il risultato al sicuro. Ci prova Bevo al 9′, su punizione dalla sinistra, da posizione defilata, poi all’ 11′, Tavilla con un tiro dalla media distanza deviata in corner da un difensore ospite. Al 26′ La Vaccara lanciato verso la porta peloritana si lascia cadere in area, simulazione e ammonizione per l’attaccante di Sciacca.
Per l’esperta punta va però meglio al 40′, quando fa tutto da solo, entra in area, supera Femiano con un tunnel e il difensore messinese lo atterra. Altro rigore: dal dischetto lo stesso La Vaccara batte Furlan di potenza per l’1 a 1. Il Palazzolo pressa sulla fascia destra, quella presidiata dal nuovo entrato Sturiale. La vera doccia fredda si concretizza 2 minuti dopo del pareggio, quando lo stesso La Vaccara lancia Messina per il gol del sorpasso ospite. La beffa.
