I dettagli dopo la sospensione di 5 dipendenti. Appello agli automobilisti: segnalate
Non un caso isolato ma un vero e proprio metodo, ripetuto anche almeno 100 volte accertate. Un dato che fa pensare che il fenomeno fosse molto più ampio. E’ quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Termini Imerese sfociata nella sospensione dal servizio di cinque casellanti del Cas, sorpresi a “fare la cresta” sui biglietti incassati dagli automobilisti. Gli indagati sono almeno sei e sono stati già ascoltati in interrogatorio preventivo. Non hanno però risposto alle domande del giudice, preferendo avvalersi della facoltà di non rispondere. Adesso torneranno al confronto con gli inquirenti ma da sospesi.
Cresta sui biglietti, come funzionava
Intanto emergono i dettagli di quanto scoperto alla Polizia stradale, che ha filmato i dipendenti del Consorzio autostrade all’opera all’interno delle postazioni fisse dei caselli della Messina-Palermo, nell’ultimo tratto di esercizio del consorzio. Mella maggior parte dei casi il casellante ritirava il denaro fornito dall’automobilista a fronte del pedaggio ma, anziché inserire il biglietto nella cassa, utilizzava un biglietto contraffatto da pochi centesimi e si impossessava della differenza. Poi smagnetizzava il biglietto originale con una spillatrice e lo gettava tra la spazzatura. In alcuni casi, hanno scoperto gli investigatori, qualcuno degli indagati ha disattivato le corsie automatiche per dirottare il traffico verso il proprio sportello.
Cinque casellanti sospesi, ecco perché
Gli episodi scoperti risalgo al periodo a cavallo tra la fine del 2025 e il gennaio 2026. Nell’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese Irina Cirincione ai cinque vengono contestati dalla decina a oltre cento episodi, con somme sottratte che vanno da 99 euro per un indagato a oltre 800 per un altro.
Appello della Procura: segnalate stranezze ai caselli
L’inchiesta è partita da una segnalazione dello stesso Cas che si era accorta delle anomalie sistematiche di alcuni caselli dell’autostrada A20. Oltre ai video, gli investigatori hanno intercettato diverse conversazioni durante l’inchiesta. La Procura invita cittadini a segnalare situazioni analoghe, nel caso dovessero accorgersi di stranezze durante le operazioni ai caselli.
Il ruolo del sesto indagato
Gli inquirenti di Termini Imerese, guidati dal procuratore capo Angelo Cavallo, vagliano ora il ruolo di un tecnico informatico dipendente di una società privata, sospeso anche lui per sei mesi, sospettato di essere complice dei casellanti in almeno 33 episodi.


anche in questo caso, con il pagamento elettronico si risolverebbe tutto. I casellanti sono inutili. nei paesi civili tutti hanno il telepass
LIcenziare no eh? solo una semplice sospensione…. bah
Buongiorno, ci sono delle procedure e delle indagini da portare a compimento.
Nel 2026 ancora a pagare per un lavoro inutile! Solo in Italia e soprattutto al sud.