Appuntamento al Teatro Vittorio Emanuele dal 5 all'8 giugno per uno spettacolo che pone interrogativi ancora attuali
MESSINA – Non solo al cinema. Al Vittorio Emanuele, dal 5 all’8 giugno, in scena “Chisciotte”. Drammaturgia e regia Davide Colnaghi, con Marina Cacciola e Moreno Mondì. E la partecipazione al pianoforte del maestro Antonio Nastasi e al clarinetto del maestro Francesco Manuli.
Da Messina si assiste alla epocale battaglia di Lepanto. Molti feriti vengono sbarcati e ricoverati all’ospedale della città; tra questi un giovanissimo Cervantes che, forse ispirato dallo scirocco, comincia a pensare al suo famoso cavaliere errante.
Nasce così Don Chisciotte: simbolo del cieco ideale, della purezza di cuore che si fa follia pur di trovare un modo di agire.
Accanto a lui, Sancio Panza diventa il contraltare perfetto in un rapporto straordinario tra sogno e realtà, tra nobiltà d’animo e pragmaticità.
In una drammaturgia che intreccia parola, musica e memoria, lo spettacolo attraversa il tempo con un linguaggio antico e insieme sorprendentemente vicino al presente.
Non è una storia di fantasia. È un racconto concreto, dalla straordinaria umanità, capace di commuovere e interrogare su temi che appartengono intimamente ad ognuno di noi.
Uno spettacolo che pone una domanda ancora attuale: che cosa ci resta di Don Chisciotte oggi? Che cosa ci ha lasciato Cervantes?
Biglietti
Intero €5 | Ridotto abbonati €3 (fino ad esaurimento posti)
Data e orario
venerdì 5 giugno, ore 18
sabato 6 giugno, ore 18
domenica 7 giugno, ore 11 (il biglietto comprende un aperitivo da consumare al Bar del Teatro)
lunedì 8 giugno, ore 18
