1,3 miliardi di euro di fondi Fsc, non spesi nel 2025, erano stati riprogrammati per Zes, caro materiali e Transizione 5.0
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato oggi l’Ordine del Giorno presentato dai deputati di Sud Chiama Nord Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, che impegna il Governo regionale a procedere alla riprogrammazione delle risorse Fsc destinate al Ponte sullo Stretto di Messina per fronteggiare l’emergenza provocata dal ciclone “Harry” e dagli eventi calamitosi che hanno colpito il Comune di Niscemi.
Il provvedimento, con il parere contrario del Governo, è stato approvato con 32 voti favorevoli e 24 contrari, sancendo una presa di posizione dell’Aula a favore della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini colpiti dai recenti eventi calamitosi.
L’Ordine del Giorno chiede in particolare di destinare 1,3 miliardi di euro Fsc previsti come cofinanziamento regionale per il Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di interventi per la ricostruzione, il risanamento ambientale, la messa in sicurezza del territorio e il ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone Harry, oltre a individuare le risorse necessarie per gli interventi urgenti nel Comune di Niscemi.
“L’approvazione di questo Ordine del Giorno – dichiara Cateno De Luca – rappresenta un segnale di responsabilità verso i territori colpiti dal ciclone Harry e dall’evento calamitoso di Niscemi. Con 32 voti favorevoli contro 24 contrari, l’Assemblea Regionale Siciliana ha scelto di mettere al centro la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio, indicando una priorità chiara: prima la ricostruzione, prima la messa in sicurezza, prima le comunità ferite da questa emergenza.”
“Non si tratta di una battaglia ideologica contro le grandi opere – conclude De Luca – ma di una scelta di buonsenso. In una fase così delicata, le risorse disponibili devono essere orientate verso ciò che è urgente e indifferibile: proteggere le persone, ripristinare i servizi essenziali e garantire la continuità economica e sociale dei territori colpiti.”
