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Ecco perchè ogni stagione ha i suoi colori, una questione di lunghezze d’onda

Daniele Ingemi

Ecco perchè ogni stagione ha i suoi colori, una questione di lunghezze d’onda

venerdì 02 Febbraio 2018 - 07:16
Ecco perchè ogni stagione ha i suoi colori, una questione di lunghezze d’onda

La luce delle giornate invernali è sensibilmente diversa da quella delle giornate estive e non solo per l’evidente diversa posizione del sole sull’orizzonte. Quello che cambia è la tinta di fondo che nelle serene giornate estive ci pervade di azzurro, mentre in quelle invernali si avvicina più all’arancio, per poi passare addirittura al rosso nei lunghi crepuscoli che precedono le lunghissime e fredde nottate d'inverno

Può sembrare un po' strano, ma ogni stagione ha i suoi colori. La luce delle giornate invernali è sensibilmente diversa da quella delle giornate estive e non solo per l’evidente diversa posizione del sole sull’orizzonte. Quello che cambia è la tinta di fondo che nelle serene giornate estive ci pervade di azzurro, mentre in quelle invernali si avvicina più all’arancio, per poi passare addirittura al rosso nei lunghi crepuscoli che precedono le lunghissime e fredde nottate di dicembre e gennaio (i periodi dei “minimi termici” sulle aree continentali). Ciò dipende sostanzialmente dalla luce del sole che dal punto di vista fisico altro non è che una forma di energia che viaggia nel vuoto a cavallo di onde elettromagnetiche le quali, a seconda della loro lunghezza, generano i cosiddetti sette colori dell’iride. Sette onde quindi che vanno dal colore violetto (l’onda più corta, l’energia più forte) al rosso (l’onda più lunga, l’energia più debole). Queste onde una volta che penetrano nell’atmosfera interagiscono sia con l’umidità che con altre microscopiche particelle, come gli “agenti inquinanti”, il pulviscolo o le ceneri vulcaniche.

Tali microscopiche particelle costituiscono degli ostacoli alla loro propagazione. Analogamente a quanto avviene con le onde del mare, le onde luminose corte corrispondenti al violetto e all’azzurro, vengono intercettate dalle particelle in sospensione e quindi deviate e diffuse (diffrazione). Per questo sono visibili quando la luce del sole attraversa porzioni d’aria minori, ovvero quando il sole si trova alto sulla linea dell’orizzonte (in estate). Le onde luminose lunghe invece, corrispondenti all’arancio e al rosso, superano quegli stessi ostacoli senza difficoltà e quindi passano attraverso porzioni di atmosfera più estese, ovvero quando il sole si trova basso sull’orizzonte (in inverno). In altre parole le frequenze del blu venendo diffratte giungono al nostro occhio facendoci percepire il colore blu diffuso del cielo (ore centrali del giorno). Più il raggio di luce percorre strada all’interno dello strato atmosferico e più questa atmosfera è “spessa” e carica di pulviscolo e umidità, più le frequenze del blu vengono disperse prima che arrivino al nostro occhio, che vede solo le frequenze rimanenti, caratterizzati da lunghezza d’onda maggiore, tra l’arancio e il rosso. Come avviene durante l’alba o il tramonto.

Daniele Ingemi

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