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Consorzio autostrade, dipendenti in sciopero il 29 gennaio

Carmelo Caspanello

Consorzio autostrade, dipendenti in sciopero il 29 gennaio

sabato 18 Gennaio 2020 - 07:30
Consorzio autostrade, dipendenti in sciopero il 29 gennaio

Riconoscimento del contratto delle autostrade, i sindacati: "Nessun riscontro da parte dei vertici aziendali"

MESSINA – I lavoratori del Cas (Consorzio per le autostrade siciliane) passano dallo stato d’agitazione allo sciopero. A proclamarlo Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Sla e Lata. Il personale dipendente del Cas incrocerà le braccia il prossimo 29 gennaio secondo una precisa articolazione stabilita di concerto con i sindacati. Lo stato di agitazione era stato proclamato il 19 dicembre. Ma “non è seguito – evidenziano i sindacati – alcun riscontro da parte dei vertici aziendali”.

I firmatari del documento (Garufi, D’Amico, Passari, Ierro, Franchina e Cordaro) evidenziano “l’esito negativo del tentativo di conciliazione obbligatorio espletato presso la prefettura di Messina” nella giornata di ieri”. E le “criticità e le forti discriminazioni giuridiche ed economiche che scaturiscono per i lavoratori del consorzio autostrade siciliane alla luce del mancato recepimento del Contratto nazionale di lavoro del settore Autostrade e trafori”.

D’Amico: “Un piano operativo straordinario per rilanciare il Consorzio”

Ad avviso del segretario provinciale della Fit Cisl Letterio D’Amico serve, invece, “un piano operativo straordinario per rilanciare il Consorzio autostrade siciliane, ridando stabilità, efficienza ed economicità insieme al recupero di una gestione legittima e trasparente”.

Lo ha sottolineato a margine del sit-in di protesta dei dipendenti che si è svolto in mattina sotto la sede della Prefettura. I lavoratori del Consorzio lamentano il blocco del contratto al centro di una diatriba di applicazione tra quello nazionale delle autostrade e dei trafori e quello regionale.

“Da anni – continua D’Amico – i lavoratori sono lasciati nelle mani di amministratori e di management improvvisati che non riescono a superare le criticità gestionali amministrative e tecniche.

La gestione dei lavoratori e degli aspetti contrattuali – aggiunge – è stata caratterizzata da una sistematica violazione del contratto di lavoro, mai adeguato alle normative vigenti, con la mortificazione delle professionalità esistenti, la totale assenza di relazioni sindacali e da azioni datoriali unilaterali senza alcun confronto. Per la Fit Cisl – conclude D’Amico – occorre ripartire dalla valorizzazione delle risorse umane e professionali interne all’ente”.   

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