AAA: Artigiani di Maregrosso cercano bottega. Santalco: «Impensabile bloccare la bonifica. Ma il lavoro autonomo andrebbe tutelato»

AAA: Artigiani di Maregrosso cercano bottega. Santalco: «Impensabile bloccare la bonifica. Ma il lavoro autonomo andrebbe tutelato»

AAA: Artigiani di Maregrosso cercano bottega. Santalco: «Impensabile bloccare la bonifica. Ma il lavoro autonomo andrebbe tutelato»

mercoledì 24 Novembre 2010 - 08:19

Il prefetto Alecci, accogliendo l’invito degli artigiani, solleciterà il confronto tra le parti. Santalco: «Ho inoltrato agli assessori Mondello e Corvaja formale richiesta per avere un elenco completo e preciso dei beni nelle disponibilità del Comune da poter eventualmente affittare»

Artigiani cercano bottega. Una frase che suona come uno dei i tanti avvisi che capita di leggere su riviste e giornali, ma che in fin dei conti è da considerare tale. Un avviso bello e buono. A lanciarlo è Carmelo Santalco nella doppia veste di assessore della giunta Buzzanca e presidente della SadaCasa, il sindacato degli artigiani.

Gli artigiani. La premessa da cui partire è l’incontro avuto al Palazzo del Governo tra gli operatori economici della zona di Maregrosso, destinatari dei provvedimenti di sgombero dei capannoni per la prosecuzione delle demolizioni e il prefetto. Gli artigiani hanno lamentato ad Alecci il completo abbandono da parte delle istituzioni del piano di delocalizzazione degli impianti, di cui tanto invece si era parlato nelle prime settimane. I titolari delle aziende, come anticipato ieri (vedi correlato), condividono la linea di bonifica del waterfront ma non per questo sono disposti a perdere, per leggerezze altrui, anni di sacrifici. Alecci da parte propria si è detto pronto ad attivarsi per riavvolgere il filo di una questione rimasta sospesa.

La posizione di Santalco. L’assessore Carmelo Santalco, contattato telefonicamente, ammette: «E’ vero, era stato avviato un percorso che ha visto coinvolti Comune, Iacp, Asi, per accertare l’eventuale utilizzo di tutte quelle botteghe e quei terreni consoni ad ospitare le attività che non possono più essere effettuate a Maregrosso, ma che al tempo stesso, per una serie di vincoli, non possono essere delocalizzate in centro città». Il rimpallo di competenze però, come spesso accade, ha prevalso e dell’individuazione dei locali non si è più avuta notizia. «In qualità di rappresentante di categoria – prosegue Santalco – mi assumo le mie responsabilità. Evidentemente avrei dovuto esercitare di più il mio ruolo politico e fare prima ciò che ho fatto ieri mattina, ovvero inoltrare ai colleghi Corvaja (ass. urbanistica ndr) e Mondello (ass. patrimonio ndr), richiesta formale per ottenere un elenco di tutti i beni nelle disponibilità del Comune e che il Comune sarebbe eventualmente disposto ad affittare. Lo stesso dicasi per i terreni aventi destinazione d’uso agricolo presenti nell’attuale Prg e che potrebbero essere destinati ad attività artigianali. Ad oggi, ad eccezione dello Iacp, questa disponibilità non è stata mostrata da altri. Ecco perché il confronto con gli artigiani si è bloccato. Detto questo però – aggiunge Santalco – sottolineo che da parte mia non c’è mai stata la volontà di ostacolare il percorso di bonifica di Maregrosso, e lo affermo non come esponente della giunta Buzzanca, ma come cittadino. Non mi sognerei mai di chiedere il fermo delle ruspe fin quando non sarà stata individuata per tutti gli artigiani una soluzione alternativa. Anzi a questo proposito, sarò io stesso, nel caso in cui non si trovi uno sbocco, ad invitare gli operatori economici a rimboccarsi le maniche, magari rivolgendosi anche ai privati».

L’assessore all’e-governament chiarisce dunque la sua posizione sul “caso Maregrosso”, riservando per il finale una precisazione non certo casuale: «Mi auguro però che lo stesso trattamento riservato agli artigiani venga mantenuto quando le ruspe giungeranno al campo nomadi. Finora gli artigiani non hanno protestato, non sono scesi in strada con le bandiere, ma ciò non vuol dire che il lavoro autonomo goda di meno diritti o tutele di quello dipendente».

Lo Iacp. Gli artigiani, come detto, lamentano la mancata prosecuzione delle iniziative finalizzate all’individuazione di nuovi locali da occupare. Una “colpa” attribuita anche all’Istituto autonomo case popolari che però rispedisce le accuse al mittente per bocca del commissario Giuseppe La Face: «Abbiamo fornito la disponibilità d’affitto dei locali di nostra proprietà, finora gli artigiani che si sono presentati nei nostri uffici sono stati tre. A uno di loro è stato assegnato una bottega a Camaro San Paolo con delibera dello scorso 4 novembre. Abbiamo ribadito la nostra intenzione di venire incontro alle esigenze degli operatori economici anche nell’incontro dello scorso mese di ottobre. Sta a loro proporsi».

La posizione di Isgrò. Infine l’assessore alle politiche del mare, che parafrasando alcuni celebri versi non si cura di loro ma guarda, passa e, aggiungiamo noi, bonifica: «Noi andiamo avanti, quelle aree dovevano essere liberate. Della situazione degli artigiani non sono io che devo occuparmi».

Nel frattempo non rimane che rinnovare l’avviso. AAA: artigiani cercano bottega.

Foto Stuiale

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