Assemblea al carcere di Gazzi. Chiesta entro il 6 dicembre la notifica della data di convocazione al Ministero

Assemblea al carcere di Gazzi. Chiesta entro il 6 dicembre la notifica della data di convocazione al Ministero

Assemblea al carcere di Gazzi. Chiesta entro il 6 dicembre la notifica della data di convocazione al Ministero

martedì 30 Novembre 2010 - 15:38

Per i sindacati unica soluzione per scongiurare le proteste l'incontro con il Ministro Alfano. Se così non dovesse essere si parte giorno 7 dicembre con lo sciopero della mensa di servizio

Il personale della casa circondariale di Gazzi, chiamato a rapporto per discutere le iniziative da intraprendere rispetto ai problemi di sottodimensionamento dell’organico della struttura penitenziaria, ha risposto in modo compatto. La convocazione voluta di comune accordo dalle sigle sindacali di Osapp, Sappe, Cgil, Cisl, Uil , Ugl e Cnpp, è terminata intorno alle 16.00. Una mattinata di dibattito all’interno dei locali del teatro presente nel carcere, che ha portato alla sottoscrizione di un documento “in partenza” per il Ministero e in cui la scadenza improrogabile viene fissata al 6 dicembre. I sindacati chiedono entro e non oltre quella data, una convocazione presso il Ministero di Grazia e Giustizia che deve però avvenire sempre nello stesso mese di dicembre. Se così non sarà, il 7 prima giornata di protesta, per proseguire poi con le manifestazioni preventivamente annunciate, le cui date verranno di volta in volta stabilite. Si partirà con la sospensione della mensa di servizio, a seguire sit-in di fronte la casa circondariale e poi al Tribunale.

Un’escalation di manifestazioni che rischiano però di mettere in ginocchio l’intero sistema carcerario, portando definitivamente alla luce tutti i problemi legati al sottodimensionamento di organico che si trascinano orami da diversi anni. Nel corso dell’assemblea, infatti, sono stati discussi documenti del 2006 e del 2009 attraverso cui il governo centrale aveva disposto un aumento del personale per un totale di 32 unità, di cui però, lamentano i sindacati, non si è saputo più nulla. Nel primo caso era stato formulato un interpello straordinario che prevedeva l’assegnazione di 13 componenti per la casa circondariale di Messina di cui era già stato predisposto elenco nominativo; successivamente, il 18 settembre di anno fa, con un altro provvedimento era stata prevista l’assegnazione di altre 19 unità inerenti il piano di assegnazione dei neo-agenti del 159° corso di formazione.

L’appello rivolto nei giorni scorsi dal Provveditore Regionale Faremo alle sigle sindacali in cui veniva richiesto di desistere dalle proteste, non ha dunque avuto seguito. Unica possibilità, come ribadito nel corso dell’assemblea, quella di ottenere una data certa di convocazione al Ministero di Grazia e Giustizia.

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