Caos Atm. L’OrSa: «I lavoratori non sono criminali dediti alla truffa. Il commissario La Corte ci tuteli pubblicamente»

Caos Atm. L’OrSa: «I lavoratori non sono criminali dediti alla truffa. Il commissario La Corte ci tuteli pubblicamente»

Caos Atm. L’OrSa: «I lavoratori non sono criminali dediti alla truffa. Il commissario La Corte ci tuteli pubblicamente»

lunedì 15 Marzo 2010 - 08:31

Lunga lettera del sindacato al commissario straordinario dell’azienda trasporti. I lavoratori esprimono solidarietà ma al tempo stesso chiedono maggiore tutela: «I dipendenti da vittime rischiano di essere considerati conniventi del sistema aziendale». Domani assemblea pubblica sull’Atm convocata da “L’altra città”

Tempi decisamente duri per l’Atm del commissario Cristofaro La Corte. L’ultima “stangata”, quella dei 23 avvisi di garanzia recapitati a funzionari dell’azienda trasporti mssinesese, rappresentano l’ennesimo «tsunami di un’azienda che cerca faticosamente di risalire la china fra mille difficoltà». Frase quest’ultima utilizzate dai rappresentanti sindacali dell’OrSa che in una lunga lettera si rivolgono direttamente a La Corte esprimendo da un lato solidarietà per l’azione moralizzatrice portata avanti in questi mesi, ma al tempo stesso chiedendo di essere tutelati pubblicamente «evitanto di gettare il bambino nell’acqua sporca, perché gli illeciti non si combattono azzerando i diritti di chi lavora né riversando su tutti le colpe di pochi».

Un posizione decisa e per certi aspetti inaspettata quella dei dipendenti che nonostante i “momenti di tensioni” avuti con la dirigenza Atm in attesa degli ormai consueti ritardi nelle retribuzione degli stipendi, decidono di non rimanere nell’ombra ma di esporsi in prima linea appoggiando, pur se non incondizionatamente, l’operato di La Corte. E ciò forse anche perché spesso sono proprio i lavoratori ad essere chiamati in causa nel momento in cui, come avvenuto da più parti, l’azienda viene definita uno stipendificio. Scrive a tal proposito l’OrSa: «Il rischio concreto che si corre in questa fase è quello della generalizzazione indiscriminata. Lei ha il dovere di spiegare all’opinione pubblica che premi e indennità, se opportunamente normati, non sono uno scippo, sono diritti facenti parte di contratti e accordi integrativi, legali, in uso in tutte le aziende d’Italia per legare i previsti incrementi salariali all’effettiva consistenza della produzione».

Il sindacato spiega come negli ultimi anni non si sia mancato di riconosciute le numerose “stranezze” legate all’assegnazione dei premi di produzione e delle indennità, al punto che gli stessi rappresentanti sindacali hanno richiesto una completa rimodulazione degli stessi -premi- in modo da valutarne la consistenza e ripartire eventuali proventi. «Perché la dirigenza – continua il sindacato – ha sempre rimandato tale trattativa nonostante le pressioni della RSU e di alcune sigle sindacali?». Questa la conclusione a cui giunge l’OrSa: «Sorge il sospetto che sfruttando l’onda dell’indignazione l’azienda punti ad azzerare i diritti dei lavoratori per salvare solo gli accordi utili alla parte datoriale, il rilancio dell’azienda non si può fondare solo sui tagli e sulla criminalizzazione dei dipendenti». Dipendenti che in media, ad eccezione di coloro che usufruiscono dei premi di produzione, percepiscono uno stipendio che si aggira intorno ai 1200 euro mensili (1400-1500 con premio), rispetto ai 2200 della media nazionale.

«Gli eventuali illeciti al vaglio degli inquirenti, se comprovati – conclude l’OrSa – sarebbero confinabili entro alcune figure dirigenziali, per il resto l’Atm è popolata da lavoratori onesti retribuiti con stipendi normalissimi che percepiscono con puntuale ritardo. Anche questo mese lo stipendio si fa attendere. I dipendenti dell’azienda non sono criminali dediti alla truffa, purtroppo, il susseguirsi di eventi letti con la tecnica del tutta l’erba un fascio, hanno prodotto nell’immaginario collettivo un quadro distorto e oltremodo generalizzato che consente illazioni gratuite nei confronti della grande maggioranza che giornalmente fa il proprio dovere per sbarcare il lunario e tirare avanti la carretta aziendale».

Domani intanto alle 10.00 presso il Salone degli Specchi della Provincia, assemblea pubblica sull’Atm indetta dell’associazione “L’altra città”.

(foto Sturiale)

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