Nel 2009 quattro tavoli tecnici per discutere, cifre alla mano, i problemi di carenze di personale penitenziario: in un anno e mezzo nessuna soluzione, ma in compenso cresce l’insofferenza rispetto alla gestione del sistema carcerario da parte del governo centrale
Come già anticipato ieri al termine dell’assemblea del personale di polizia penitenziaria del carcere di Gazzi, i problemi riguardanti il sottodimensionamento di organico, che allo stato dei fatti permette di garantire i livelli minimi di sicurezza, non è certo storia recente. Diversi, a tal proposito, i tavoli tecnici svoltisi a partire dall’aprile del 2009, ovvero più di un anno e mezzo fa, con risultati che evidentemente, essendo quasi giunti ad punto di non ritorno, sono decisamente mancati. Le richieste e le esigenze manifestate dalla organizzazioni sindacali nel corso dei mesi non sono cambiate, anzi si sono aggravate a causa di cronici ritardi e soprattutto silenzi da parte degli organi del governo centrale, dove i rappresentanti dei lavoratori “militanti” tra le file della polizia penitenziaria intendono essere ricevuti senza più rinvii. Data ultima per ricevere la notifica di convocazione il sei dicembre, in caso contrario inizio delle proteste.
Cerchiamo però di riavvolgere il filo, tornando indietro fino al 4 aprile del 2009, giorno del primo tavolo tecnico (presente anche il direttore della struttura carceraria Calogero Tessitore), con il seguente ordine del giorno: “Individuare il personale effettivamente necessario per rendere autonoma ciascuna delle unità operative in cui risulta essere articolata l’area di sicurezza dell’istituto e rideterminare il fabbisogno di personale”.
Si passa quindi al 18 aprile e poi al 9 maggio: in questa occasione, numeri alla mano, i rappresentanti sindacali fanno presente le esigenze di cui la casa circondariale di Messina necessita: “La discussione – si legge nel verbale dell’incontro – parte dal dato iniziale relativo al contingente attualmente disponibile. Assunto che mediamente giornalmente viene richiesta al settore Regionale un’integrazione di circa trenta unità, considerato concordemente da tutte le sigle che un livello minimo di operatività richiede almeno un contingente di circa cento unità, mentre un livello massimo di operatività ne richiede 156, si concorda nel ritenere che il contingente necessario è di 120 unità”. Una posizione, quella sottoscritta nel documento, che teneva conto anche della successiva apertura del reparto detentivo presso l’Ospedale Papardo, peraltro di recente avvenuta, e di cui i lavoratori lamentano di non essere stati preventivamente informati (di ciò si discuterà nel corso dell’incontro già programmato per giorno 4 dicembre).
A distanza di una settimana, il 16 maggio, un nuovo tavolo tecnico nel corso del quale il direttore del carcere Tessitore evidenzia la necessità di apportare alcune modifiche. Tuttavia “dopo un’approfondita discussione si concorda sul fatto che l’attuale organizzazione, con l’attuale patologica carenza, non può subire alcuna modifica. L’unica cosa che è possibile fare, nella speranza che l’organico sia adeguatamente implementato, è continuare a garantire quella capillare attenzione nella gestione dei servizi che, allo stato, con grandi sacrifici del personale vengono assicurati a garanzia dei soli livelli minimi di sicurezza, su tre quadranti giornalieri e con considerevoli giornate di congedo ordinario di anni precedenti da smaltire”
Un’ “ammissione” che tutt’oggi inchioda il carcere di Gazzi in una condizione di imbarazzante immobilismo, che rischia però di non poter più essere a lungo sostenuta dal personale che quotidianamente, sulla propria pelle, ne paga le conseguenze.
Un equilibrio precario che emerge in modo evidente dai numeri che di seguito vi elencheremo e che spiegano, settore per settore, le unità presenti, quelle che sarebbero necessarie per garantire i livelli massimi di sicurezza e le carenze che ne conseguono.
CARICHE FISSE Unità necessarie 67; Unità presenti 56; Carenze 11. SORVEGLIANZA Unità necessarie 6; Unità presenti 1; Carenze 5
PORTINERIE Unità necessarie 32; Unità presenti 21; Carenze 11
CENTRO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO Unità necessarie 30; Unità presenti 20; Carenze:10
CAMEROTTI Unità necessarie 28; Unità presenti 26; Carenze 2.
CELLULARE Unità necessarie 28; Unità presenti 25; Carenze 3
FEMMINILE Unità necessarie 28; Unità presenti 22; Carenze 6
N.P.T.P. Unità necessarie 155; Unità presenti 56; Carenze 99
Il totale per ogni singola voce unità necessarie (532), unità presenti (227), carenze (305) viene calcolato considerando quel 40% di personale che deve ancora usufruire del Congedo Ordinario relativo al 2008.
