I segretari Altadonna e Alizzi sottolineano come a distanza di un anno e mezzo dallo sciopero che mise in ginocchio la città, i problemi dell'Azienda Trasporti non cambiano
Ancora una sollecitazione sindacale quella che perviene agli uffici dell’azienda di pubblico trasporto che ha sede in via La Farina. A scrivere questa volta, (ultima nota a firma dell’OrSa), il segretario aziendale dell’Ugl Carmelo Altadonna e provinciale Francesco Alizzi. Un documento in cui, così come spesso accaduto negli ultimi mesi, vengono contenute le tante richieste che i dipendenti avanzano all’amministrazione in relazione all’avvio di un efficente piano industriale che possa consentire il rilancio dell’Atm, alla possibilità di stabilizzazione dei lavoratori precari, alla risoluzione di quella che i sindacalisti hanno definito -carestia stipendiale-. La stessa che, come ben ricorderanno tutti i cittadini, un anno e mezzo fa (era il dicembre 2008) ha letteralmente messo in ginocchio Messina a causa dello sciopero di oltre due settimane che ha interessato il trasporto pubblico.
A distanza di tempo, evidenzianio però i sindacalisti, la situazione dell’azienda non cambia, -anzi il clima che si respira è sempre più angosciante. I lavoratori – scrivono Altadonna e Alizzi – hanno fatto il possibile per aiutare i vertici aziendali sperando così di contribuire al miglioramento del servizio per gli utenti. E tuttavia ad oggi ci si trova a dovere combattere con un parco mezzi vetusto ed obsoleto, che costringe gli operatori a lavorare in condizioni oltremodo disagevoli-. Un problema quello relativo all’insufficienze di bus (molti dei quali fuori uso perchè guasti), che rappresenta un grave problema soprattutto per i tanti utenti che risiedono nei villaggi e che pur dovendo usufruire più di altri del servizio pubblico, sono quasi sempre costretti al -fai da te-, organizzandosi con mezzi privati.
