Il presidente del Comitato popolare dei cittadini Marcello Minasi dichiara: «A volere la chiusura della struttura la lobby della speculazione»
«Considerata l’attuale configurazione urbanistica di Messina l’ospedale Piemonte non può essere smantellato. Va invece ristrutturato per far sì che garantisca la piena efficienza all’utenza. Privare la città dello stretto di servizi messi a disposizione dal nosocomio significherebbe mettere a repentaglio l’incolumità degli stessi messinesi». Ne è certo il procuratore generale Marcello Minasi nominato presidente del Comitato Spontaneo popolare “Per salvare l’ospedale Piemonte” riunitosi questa mattina nell’aula Magna della struttura di viale Europa.
L’iniziativa cittadina a cui hanno già aderito oltre 5000 persone tra personale medico, paramedico, utenti, sindacati ed associazioni punta non solo al mantenimento dell’esistente, ma spinge verso l’ampliamento della struttura grazie anche alla ristrutturazione dei padiglioni 4-5-6. «Per effettuare gli interventi necessari – ci spiega Gianluca Novak rappresentante del Comitato – sono necessari circa 950 milioni di euro. Intanto chiediamo che l’assessore Russo così come promesso nel corso della seduta straordinaria dell’Ars tenutasi qui al Piemonte, ci consegni i 2 milioni e mezzo di euro per la risistemazione di un primo padiglione. Ad accompagnarci in questo percorso sarà appunto il procuratore Minasi che anche in qualità di ex-presidente del Tribunale del Malato ha accettato di buon grado la nostra proposta».
Ed è proprio Minasi ad avere le idee ben chiare su quali, a suo dire, siano i “veri” interessi alla base della decisione di intervenire sul Piemonte: «Quella della momentanea chiusura di alcuni reparti non è altro che una “scorciatoia” per arrivare poi a chiedere la definitiva chiusura dell’ospedale. Un tentativo portato avanti già vent’anni fa – aggiunge Minasi – ma fortunatamente non andato in porto. Oggi come allora a spingere per l’eliminazione della struttura la lobby della speculazione edilizia». E il pensiero del procuratore vola alla realizzazione del progetto Tirone: «Si vogliono mettere in piedi altri palazzoni di cemento creando un complesso simile a quello del Tirone. Noi da cittadini non lo permetteremo».
Il Comitato propone al contrario la ristrutturazione di quanto già esiste «magari usufruendo di attrezzati ospedali da campo o dei padiglioni delle Piastra Chirurgica, la parte nuova dell’ospedale, dove poter temporaneamente trasferire i pazienti». Prossimo obiettivo dei rappresentanti del Comitato è quello di chiedere tutta la documentazione tecnica relativa ai sopralluoghi effettuati al nosocomio di viale Europa e che ne attesterebbero l’inidoneità sismica: «Vent’anni fa abbiamo chiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria e siamo riusciti nell’intento di non far chiudere il Piemonte, questa volta sarà lo stesso. Deve prevalere l’interesse del cittadino».
Intanto i sindacati Cgil Cisl e Uil, in una nota congiunta, esprimono forte preoccupazione per la chiusura del reparto di psichiatria avvenuta lo scorso 3 marzo a seguito del sopralluogo della Commissione Sanità, considerando che le normative nazionali e regionali riguardanti il rapporto posti letto popolazione prevedono 30 posti per pazienti psichiatrici acuti nell’area metropolitana di Messina. Per questo le sigle sindacali chiedono l’immediato ripristino di almeno 15 posti letto presso l’ospedale Piemonte ed in subordine la loro temporanea allocazione presso il Policlinico universitario al fine di assicurare il ricovero ospedaliero per i trattamenti psichiatrici urgenti “tenuto conto che la casistica del Reparto di Psichiatria appena chiuso riporta un indice occupazionale dei posti letto prossimo al 100%”.
