Stamattina il Rettore Tomasello, interrogato dal gip, ha respinto tutte le accuse. Chiesta l'inutilizzabilità delle intercettazioni
Il sostituto procuratore Angelo Cavallo ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, con l’ipotesi di reato di falso, e la moglie del Rettore dell’Università, Melitta Grasso, per abuso d’ufficio. L’inchiesta è quella sul concorso all’istituto di Medicina del lavoro del Policlinico di Messina per il quale il Rettore, Franco Tomasello, è stato sospeso per due mesi dalle funzioni perché avrebbe aiutato il candidato ed ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno.
Posizioni differenti quelle dei due nuovi indagati che portano ad otto il numero complessivo. Ricevuto, all’epoca viceministro della Funzione Pubblica, secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe sottoscritto dei certificati su carta intestata del Ministero, esibiti da Bonanno per partecipare al concorso. Bonanno si classificò al terzo posto e fu assunto con contratto a termine e rinnovabile.
I magistrati vogliono chiarire alcuni aspetti relativi alla validità dei certificati. Scrive il gip nell’ordinanza di sospensione dalle funzioni del rettore Tomasello: “Bisogna valutare i titoli presentati dal Bonanno, attestanti incarichi e qualifiche che in realtà non aveva mai ricoperto-.
Diversa la posizione della moglie del Rettore, Melitta Grasso. Era lei, secondo l’accusa, a tenere i contatti fra Bonanno ed il marito. E’ a lei che Bonanno si rivolse per chiedere sostegno per il concorso che diventava indispensabile nel momento in cui aveva perso le elezioni ed aveva bisogno di lavorare. E’ quanto emerge dalle numerose intercettazioni telefoniche in cui la signora Grasso fornisce a Bonanno ampie rassicurazioni sull’esito del concorso e sulla disponibilità del marito ad aiutarlo anche perché uomo di Ricevuto, all’epoca viceministro dell’Università.
E oggi è stato anche il giorno dell’interrogatorio del professor Tomasello davanti al gip Mariangela Nastasi ed al PM Angelo Cavallo. Il Rettore ha respinto tutte le accuse, ha detto di non essersi mai interessato al concorso in questione ed ha confermato che Bonanno gli aveva chiesto dei favori, così come facevano molti altri. Ha sostenuto di non aver mai rassicurato Bonanno sull’esito del concorso ed anzi lo ha definito “un tipo emotivo-, sostenendo che gran parte delle sue affermazioni contenute nelle intercettazioni sono frutto di fantasia. A proposito di intercettazioni prende corpo la possibilità che possano essere del tutto inutili. I legali del Rettore – come Tempostretto aveva anticipato- hanno preannunciato oggi al gip che chiederanno l’inutilizzabilità in quanto effettuate in un procedimento in cui Tomasello non risulta indagato. Si tratta dell’inchiesta “Oro Grigio- in cui la Squadra Mobile aveva messo sotto controllo l’utenza telefonica di Bonanno ed aveva applicato una cimice sull’auto dell’allora presidente del consiglio. Se la richiesta degli avvocati dovesse essere accolta l’intera inchiesta sarebbe destinata a crollare come un castello di carte, basandosi quasi interamente su intercettazioni telefoniche ed ambientali.
(foto Emanuele Rigano)
